Faro a centrocampo e re del panettone, Ancona in lacrime per il suo top player Giampaoli: «Ciao Palì»

Faro a centrocampo e re del panettone, Ancona in lacime per il suo top player Giampaoli: «Ciao Palì»
Faro a centrocampo e re del panettone, Ancona in lacime per il suo top player Giampaoli: «Ciao Palì»
di Stefano Rispoli
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Sabato 11 Dicembre 2021, 09:44

ANCONA - Se n’è andato a pochi giorni dal Natale, lui che del Natale è stato il signore indiscusso, in silenzio, come una spruzzata di zucchero. Era un uomo dolce come le sue creazioni, Giampaolo Giampaoli. Scorza dura come un torrone, cuore tenero come un Panciocc, il vanto di famiglia. Il re del panettone era malato, da un paio di settimane era ricoverato all’Inrca. Si è arreso giovedì sera, a 80 anni. La città lo piange, incredula. Perde un figlio. “Palì” era profondamente legato ad Ancona e all’Ancona. Calciatore, tifoso, imprenditore. Un personaggio unico, inimitabile. 

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La storia di famiglia

Una vita da mediano, la sua: al centro del campo, con la maglia biancorossa numero 8, e poi dell’azienda di famiglia, la Giampaoli Industria Dolciaria, fondata nel 1900 dai nonni Ettore e Savina dopo una fortunata vincita al lotto e portata avanti dai figli Alberto, Aldo e Alfredo. Prima la pasticceria in via Marconi, poi la guerra, quindi la scelta di ripartire da Torrette, riesumando i macchinari che, con lungimiranza, erano stati seppelliti a Barcaglione, al riparo dai bombardamenti. Villa Bucci diventerà casa e impresa. Qui è cresciuto Palì, a calcio, pastarelle e marachelle, come quella volta in cui insieme al fratello “rubò” il camioncino aziendale per una puntatina a Riccione, in discoteca. Il provino con l’Anconitana a 13 anni, l’esordio in C, le infuocate sfide al Dorico, il cavaliere armato cucito sul cuore. Non l’ha mai tradito, nemmeno quando da giovane lo voleva la Sampdoria. «L’idea di lasciare la mia città non mi ha mai sfiorato: qui sono rimasto sempre», si vantava. A 29 anni a decisione, dolorosa, di lasciare il calcio. «Dovevo fare una scelta - ha spesso raccontato -. Non sapevo quanto valevo come imprenditore, ma mio padre mi lasciò spazio. Nel calcio devi fare gol, qui devi conquistare la stima dei tuoi collaboratori. Mi sono detto: voglio vincere anche questa battaglia, ogni giorno». Successo scontato, sempre sostenuto dalla donna della sua vita, Teresa, conosciuta in fabbrica: gli ha regalato l’amore e il figlio Gabriele. L’azienda, condotta con il fratello Ettore, negli anni è lievitata come un panettone, fino al trasferimento nel 1990 nell’attuale sede, 10mila mq alla Baraccola, 20 dipendenti e un fatturato che prima del Covid toccava i 7 milioni. 

La carriera

«Quando arrivammo noi e Genny, lì era un deserto». Un’altra scommessa vinta da Giampaoli, pioniere della zona industriale, tra i primi inventori dei dolci light, con una linea “Zuccherozero” e una “Meglio Senza”, per gli intolleranti al glutine, adatti pure ai pazienti dell’Inrca con cui aveva stretto collaborazione. “L’imprenditore con la parnanza”, come lo chiamavano affettuosamente i colleghi, ha saputo unire la vita d’azienda a quella istituzionale, con esperienze intense al fianco di Vittorio Merloni e Gennaro Pieralisi in Confindustria Ancona, di cui è stato presidente dal 1989 al 1993 dopo essere stato leader dei Giovani Imprenditori. Intelligenza genuina, passione travolgente, dal 2003 al 2008 è stato presidente della Camera di Commercio di Ancona e, dal 2002 al 2004, di Unioncamere Marche. Commendatore al merito della Repubblica e Ciriachino d’oro nel 2006, è stato presidente dell’Ente fieristico delle Marche e consigliere di Unicredit (già Cariverona e Cassa di Risparmio di Ancona). Ma la politica no, se n’è sempre tenuto fuori, anche quando volevano candidarlo sindaco. Piuttosto, non ha mai abbandonato lo sport: sponsor fedele dell’Ancona, è stato tra i fondatori del calcio a 5 con la Polisportiva Giampaoli Ancona, arrivata fino in A (nel 2005). Sì, Palì era un vincente. E senza di lui il Natale sarà meno dolce. 

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