Si è spenta a 53 anni l'anima rock di Alessandro Carletti, amante dei Pink Floyd e bassista dei Dna: «Addio comandante»

Si è spenta a 53 anni l'anima rock di Alessando Carletti, amante dei Pink Floyd e bassista dei Dna: «Addio comandante»
Si è spenta a 53 anni l'anima rock di Alessando Carletti, amante dei Pink Floyd e bassista dei Dna: «Addio comandante»
di Stefano Rispoli
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Martedì 19 Aprile 2022, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 08:58

ANCONA - Sognava un mondo dove l’erba è più verde, la luce più brillante, il gusto più dolce. Notti fantastiche e alte speranze, come cantavano i Pink Floyd. “High hopes” era in assoluto il brano a cui era più legato. E quando lo interpretava sul palco con il suo gruppo storico, i Dna, riusciva a emanare vibrazioni uniche, pizzicando sapientemente le corde del suo basso. Un nemico subdolo e spietato ha strappato troppo presto a questo mondo Alessandro Carletti, 51 anni, musicista e informatico di Ancona. Si è arreso nel giorno di Pasqua all’hospice di Loreto, consumato dalla malattia. 

La carriera

Per quanto gli amici fossero ormai preparati a un destino malvagio, la notizia della morte di Alessandro è stato uno choc per i tanti che gli volevano bene. Era programmatore alla TeamSystem di Pesaro, faceva il pendolare, tutti i giorni avanti e indietro da Ancona. Non era sposato, non aveva figli, anche per questo l’amicizia per lui aveva un valore doppio, così come il legame con la sua adorata mamma, dal momento che aveva perso il papà quando era ancora un bambino. La musica era la sua ragione di vita. Era il bassista dei Dna, storica band anconetana conosciuta anche fuori dai confini regionali per i tributi ai Pink Floyd. 
“Wish you were here”, intonano ora con la voce rotta dal dolore Paolo Fiorini, Gianni Zitti, David Mancinelli, Marco Mannini, Daniela Canova, Nunzia Senigagliesi e Robertino Riminucci, i componenti del gruppo con cui ha dato vita a elettrizzanti e indimenticabili show, come “The Wall” che nel 2014 al Palarossini richiamò migliaia di fan del gruppo rock britannico o il concerto di due anni fa in piazza d’Armi in occasione dell’ultima Notte Bianca o ancora le esibizioni organizzate in collaborazione con l’orchestra sinfonica Rossini di Pesaro. In passato aveva fatto parte anche di altre tribute band, come i Live Killer (tributo ai Queen) e i PetePhil (tributo a Peter Gabriel e Phil Collins). 

Il ricordo 

Ma è con i Dna che aveva allacciato un legame storico, indissolubile. «Quando un amico ci lascia, restano le immagini, i suoni, le parole, i gesti di quello che con lui abbiamo condiviso - scrivono i Dna -. In parte, in minima parte, alleviano il dolore che ci paralizza, ci mozza il respiro. Un musicista, ma anche un comandante capace di organizzare operazioni molto più grandi di noi con sicurezza e tenacia che hanno regalato a noi tutti ricordi indelebili. Ci uniamo al cordoglio della famiglia e di tutti i suoi amici. Alessandro era uno di noi, è uno di noi, sarà sempre uno di noi. Ciao Ale». 
Oggi è il giorno del dolore. In tanti parteciperanno ai funerali di Carletti, un ragazzo buono, generoso, limpido, stimato da tutti nell’azienda in cui lavorava e nell’ambiente della musica. L’ultimo saluto si terrà alle 15 alla chiesa di Sant’Andrea Apostolo, a Castelferretti. 

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