Ancona, love story con la ragazzina
di 13 anni: denunciato un 23enne

Mercoledì 6 Marzo 2019 di Stefano Rispoli
ANCONA - Era ancora una bambina quando l’amico di famiglia, molto più grande, avrebbe approfittato di lei. Si erano conosciuti perché connazionali - entrambi sudamericani -, condividevano il medesimo credo e frequentavano la stessa congregazione religiosa, in una cittadina della Vallesina. Lei, che all’epoca faceva ancora la terza media, vedeva in lui, già 23enne, un esempio, un punto di riferimento. Solo che la differenza d’età era considerevole, dieci anni. Troppi per una love story. Troppi, soprattutto, per un rapporto sessuale che si sarebbe consumato una sera d’ottobre del 2014, quando la giovane aveva appena 13 anni.
  
Oggi ne ha 18 e a distanza di tempo non dimentica quell’esperienza che l’ha segnata profondamente perché l’ha fatta diventare donna troppo presto. Quei momenti le sono rimasti impressi nell’animo come un tatuaggio indelebile. Impossibile rimuovere il ricordo delle carezze, dei baci, delle attenzioni ricevute in un’età in cui si è ancora troppo giovani per concedersi in tutto e per tutto a un’altra persona. Lei lo fece. Si fidò. Ricambiò le avance, salvo poi pagarne le conseguenze nel tempo, al punto da riportare, spiega l’avvocato Silvia Bugatti che l’assiste, «danni psicologici considerevoli». Raggiunta la maggiore età, la studentessa ha deciso di compiere un nuovo passo, altrettanto importante: costituirsi parte civile dinanzi al gup del tribunale di Ancona Paola Moscaroli che ha rinviato l’udienza preliminare, per approfondire il caso, al prossimo 6 giugno. Ha formulato una richiesta di risarcimento iniziale di 50mila euro nei confronti del ragazzo, che oggi ha 28 anni, lavora come operaio per una ditta nel nord Italia ed è imputato di atti sessuali con minore, il reato che equipara alla violenza sessuale il rapporto consumato con un partner che non ha compiuto i 14 anni. Se fosse rinviato a giudizio, rischierebbe fino a 10 anni di carcere.
Difeso dall’avvocato Paolo Mengoni, il ragazzo conferma il rapporto sessuale, sostiene che sia stato consenziente, ma l’età della ragazzina (all’epoca 13 anni) non è ritenuta tale da avere piena consapevolezza delle proprie azioni. Poco importa che quella sera d’ottobre, mentre si trovavano abbracciati in campagna a contemplare il firmamento, lei non avesse opposto resistenza all’amico. Solo a distanza di tre anni, elaborata l’esperienza e raggiunta una certa maturità, ha deciso di confidarsi con i genitori, che conoscevano la famiglia del ragazzo e lo consideravano un tipo per bene: lo vedevano partecipare con passione agli incontri religiosi, si fidavano ciecamente di lui. Ma venuti a conoscenza dei fatti, nell’ottobre del 2017 non hanno esitato a denunciarlo ai carabinieri. La figlia, ieri davanti al gup, ha deciso di costituirsi parte civile. © RIPRODUZIONE RISERVATA