Ancona, Lollo non ce l'ha fatta: si è
spento nell'abbraccio di mamma e papà

Martedì 12 Febbraio 2019 di Stefano Rispoli

ANCONA - Il destino maledetto ha voluto infierire fino all’ultimo, soffiando sulla fiammella di speranza che si era accesa grazie al calore degli amici, del web, dell’Italia intera. Per lui si erano mobilitati politici, sportivi, attori. Tutti a proteggere la vita di Lollo in una campana di cristallo. Troppo fragile. Proprio quando in fondo al tunnel sembrava di scorgere un filo di luce, il male che per mesi ha scavato dentro di lui non gli ha dato scampo.
Gli ha tolto il respiro ieri sera, nel suo letto, stretto nell’abbraccio di mamma Amalia e papà Giovanni. Lollo non ce l’ha fatta.

Ha lottato come un leone, ha mostrato al mondo i segni orribili della malattia, senza vergogna. Ha chiesto aiuto al popolo del web, invocando un sostegno per le spese ingenti di terapie sperimentali che si praticano solo negli Stati Uniti e in pochi altri paesi al mondo. Il suo cuore ha cessato di battere quando l’affetto e le preghiere degli anconetani gli avevano permesso di guardare al futuro con fiducia. Lorenzo Farinelli, 34 anni, medico e attore, ragazzo intelligente, onesto, generoso, il figlio che ogni genitore vorrebbe avere, non aveva mai smesso di crederci, neanche quando la scienza, che ha studiato sui libri durante la sua brillante carriera universitaria, gli diceva che non c’era più nulla da fare.

 
Serviva un miracolo, con un’infinita forza di volontà per vincere la guerra contro il Linfoma non-Hodgkin, arrivato all’ultimo stadio, incurabile in Italia. E servivano molti soldi. Lollo si era affidato al web, mostrandosi in un video struggente. «Potete darmi una mano, avete voglia di farlo? Ve lo chiedo per favore. Non è finita finché non è finita. Non voglio morire». Parole che avevano commosso tutti. In 4 giorni, attraverso la piattaforma GoFundMe, erano stati raccolti i 500mila euro per viaggio e cure negli States. Ieri sera è stata superata quota 604mila euro, devoluti da 21.900 persone. L’idea che il miracolo potesse avverarsi ha fatto palpitare il cuore degli anconetani. La speranza aveva un nome: Car-T, così si chiama la cura sperimentale a cui Lollo avrebbe voluto sottoporsi. Una corsa contro il tempo per organizzare il viaggio, rinnovare il passaporto, dribblare gli ostacoli della burocrazia e di un visto che tardava ad arrivare.
Era quasi tutto pronto. Ma all’improvviso le sue condizioni sono peggiorate. La scorsa settimana aveva avuto una crisi respiratoria, di notte era arrivata un’ambulanza a casa. Poi l’ennesimo ricovero a Torrette. Ieri mattina è stato dimesso dall’ospedale, dopo che era stata interrotta la chemioterapia in preparazione del viaggio negli Usa. Ma alle 19,30 si è arreso, nel suo letto, sotto gli occhi dei genitori disperati che ora dovranno pensare a chi destinare i fondi raccolti, probabilmente alla ricerca o a cause parallele. Adesso, c’è solo spazio per le lacrime e il dolore. E una certezza: Lollo, gli anconetani non ti dimenticheranno.

Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 10:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA