Il lockdown cambia anche lo spaccio: la vendita adesso avviene a domicilio

Mercoledì 27 Gennaio 2021 di Federica Serfilippi
Il lockdown cambia anche lo spaccio: la vendita adesso avviene a domicilio

ANCONA -  Il quadruplo della droga sequestrata rispetto al 2019. Nonostante i tre mesi di lockdown e le restrizioni governative, non s’è arrestato lo smercio di droga nel territorio della provincia dorica. Lo dimostrano gli arresti operatati dalla sezione Narcotici della Squadra Mobile e i quantitativi di stupefacenti messi sotto chiave. In totale, nel 2019 gli agenti coordinati dal vice questore Carlo Pinto avevano messo le mani su poco più di tre chili di droga.

 

 


Nel 2020, le operazioni preventive e di contrasto hanno permesso di sequestrare circa tredici chili di stupefacenti. La sostanza più tolta dalle mani di spacciatori e corrieri? La cocaina. Ne sono stati sequestrati poco meno di nove chili. L’anno precedente erano stati 573 i grammi confiscati. È del luglio scorso, l’operazione più imponente in materia di stupefacenti portata avanti nel 2020 dalla questura diretta dal dottor Giancarlo Pallini. In manette erano finiti due albanesi, trovati in possesso di circa otto chili di polvere bianca, divisa in sette panetti occultati all’interno di un’auto con targa polacca intercettata dalla polizia a Senigallia. La vicenda giudiziaria è finita due giorni fa: i due albanesi (l’ipotesi è che uno fosse il corriere e l’altro il destinatario della droga) sono stati condannati a scontare ciascuno sei anni di reclusione.

A settembre, invece, l’arresto nella centralissima via Fazioli di Ancona di un altro albanese trovato in possesso di circa tre etti e mezzo di cocaina purissima. È di tre chili e mezzo il sequestro complessivo di marijuana nel corso del 2020 (nel 2019 593 grammi). L’hashish confiscato lo scorso anno ha un peso di 525 grammi. Nel 2019 ne erano stati sequestrati poco meno di due chili. Tra le altre sostanze tolte dalle mani dei pusher nel 2020 ci sono 14 grammi di eroina, 10 di shaboo (forma più pure della metanfetamina), quasi 14 di ecstasy, 4 di oppio e 40 millilitri di metadone. Sono state arrestate 23 persone per detenzione ai fini di spaccio (27 nel 2019) e dieci denunciate a piede libero. Di circa 38mila euro il valore dei soldi sequestrati trovati in possesso di presunti spacciatori e ritenuto provento dall’attività illegale intrapresa con gli stupefacenti. Quattordici nel 2020 le segnalazioni in Prefettura per gli assuntori di droga, una in più ne era stata fatta nel 2019. 


Con le restrizioni anti pandemia che hanno caratterizzato gran parte dello scorso anno «l’attività di spaccio e di consumo è cambiata e si è dovuta adeguare via via alle limitazioni governative» ha spiegato il vice questore Carlo Pinto. «Per lo scambio di droga sono stati accantonati i sistemi più tradizionali, come per esempio vedersi in un punto preciso della città, a piedi o in auto, per una fugace compravendita. Ora, gli smerci possono avvenire nei posti di lavoro o a casa del pusher. Anche i consumatori hanno intrapreso “la via domestica”, essendo chiusi i locali ed essendo venuta meno la movida.


La droga, comunque, continua a girare ugualmente». Con le compravendite che non avvengono più in spazi pubblici, anche il lavoro degli investigatori della Narcotici è cambiato: «Con le limitazioni legate agli spostamenti, sono aumentati gli spacciatori locali, i pusher al dettaglio. Bisogna individuare chi ha gli stupefacenti, dove li nasconde e poi fare irruzione, la maggior parte delle volte a casa del sospettato. L’attività investigativa richiede settimane di lavoro, con lunghi appostamenti. Non da meno è l’attività di studio e di analisi dei social utilizzati da chi teniamo d’occhio». 

 

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