Mazzette in Comune: lavori mai eseguiti pagati 17 volte di più

Domenica 10 Novembre 2019
Mazzette in Comune: lavori mai eseguiti pagati 17 volte di più

ANCONA - Al cimitero del Pinocchio un asfalto rovinato, privo di segnaletica orizzontale e con i graffiti lasciati sulla pavimentazione del parcheggio. A quello di Pietralacroce mancano le fantomatiche tegole marsigliesi e il cavo della linea elettrica risulta essere privo di idonee canaline, costituendo anche un pericolo per la sicurezza. Al camposanto di Candia, invece, la «posa di asfalto a freddo per la copertura buche» ha lasciato il posto a una pennellata di bitume, i cui lavori sono stati «eseguiti in maniera approssimativa», tanto che si è creato un dislivello con la parte di carreggiata non interessata dal cantiere. 

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Opere fantasma e manutenzioni superficiali: ecco quello che rimane degli appalti finiti nel mirino della procura nell’ambito della maxi inchiesta che giovedì mattina ha portato la Squadra Mobile e la polizia locale negli uffici di Palazzo del Popolo per sequestrare documentazione legata ai lavori pubblici e mettere le manette ai polsi di Simone Bonci, geometra 46enne arrestato con l’accusa di corruzione aggravata. Stando alle contestazioni mosse dal procuratore aggiunto D’Agostino e al pm Dicuonzo, il dipendente in servizio alla Direzione manutenzioni, frana e protezione civile del Comune avrebbe utilizzato i fondi cimiteriali per far recuperare margini agli imprenditori, spesso vincitori delle gare grazie all’offerta in ribasso o attraverso l’affidamento diretto (per appalti sotto i 40mila euro). Come si presenta oggi il cimitero del Pinocchio? 

Il camposanto della periferia anconetana è stato oggetto di un appalto del valore di 40.639,83 euro (iva e oneri di sicurezza inclusi) che avrebbe dovuto portare, come riporta la determina compilata lo scorso maggio, ai «lavori di manutenzione straordinaria fognatura e pavimentazione parcheggio antistante la serie XV del cimitero». Avrebbe, perché secondo i rilievi degli inquirenti, nulla è stato fatto. E in effetti, a vedere lo stato del parking non si può non notare come l’asfalto sia vecchio: la segnaletica orizzontale è diventata invisibile a causa dell’usura del tempo. Un colpo d’occhio un po’ sbiadito lo dà una scritta rossa della Curva Nord lasciata sull’asfalto. Se ci fosse stato il rifacimento della pavimentazione, il graffito sarebbe scomparso e, probabilmente, la segnaletica tornata al suo bianco candido. 
Inoltre, un sopralluogo della polizia all’epoca dei lavori affidati all’imprenditore Molini (tra maggio e giugno 2019) aveva mostrato come nessun cantiere era stato messo in piedi per la fognatura. Ad oggi non sono visibili le conseguenze di un intervento di scavo. La procura ipotizza che la determina per i lavori al Pinocchio sia stata compilata dallo stesso Bonci e poi sottoscritta da un suo superiore. Andiamo al cimitero di Pietralacroce, dove l’appalto del valore di 4500 euro (sempre vinto da Molini, marzo 2019) si riferiva alla «fornitura della nuova linea elettrica e delle tegole marsigliesi» sul tetto della camera mortuaria. Per l’accusa i lavori sarebbero stati eseguiti parzialmente: il cavo elettrico che parte dal contatore è privo di coperture, non conformi ai canoni di sicurezza. I cocci, invece, non sarebbero proprio stati posati: sono rimaste le vecchie tegole, alcune delle quali completamente divelte. Le parole di Bonci all’imprenditore in riferimento ai lavori di Pietralacroce: «È una cazz… proprio e basta. Si tratta di un lavoro di mezza giornata», pagato dall’Amministrazione comunale 4500 euro. Al cimitero di Candia sono stati ordinati due interventi: l’asfaltatura all’ingresso e la nuova recinzione metallica. Il primo lavoro, per l’accusa pagato due volte per un totale di quasi 17mila euro tra maggio e giugno 2019, è visibile a chiunque passi di lì. Si tratta di un’asfaltatura che riguarda circa 50 mq di strada e che crea un dislivello che cozza con la parte di 
Quei lavori, secondo i calcoli della polizia, sarebbero dovuti costare mille euro. Sono stati pagati 17 volte tanto.

Per quanto riguarda la recinzione pagata 5490 euro, la rete metallica è stata installata, ma i pali appaiono oggi arrugginiti: la procura ipotizza che non siano mai stati cambiati e che l’intervento sarebbe dovuto costare attorno ai 500 euro. Domani potrebbero scoprirsi ulteriori carte. È infatti il giorno dell’interrogatorio di garanzia. Bonci lo sosterrà in carcere alle 9,30. Gli imprenditori finiti ai domiciliari (Molini, Duca, Tittarelli e Palumbi) verranno in tribunale un’ora dopo.

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