Ciao ciao isole hi tech, missione compiuta ad Ancona: corso Garibaldi è liberato

Ciao ciao isole hi tech, missione compiuta ad Ancona: corso Garibaldi è liberato
Ciao ciao isole hi tech, missione compiuta ad Ancona: corso Garibaldi è liberato
di Maria Cristina Benedetti
4 Minuti di Lettura
Domenica 7 Agosto 2022, 03:30

ANCONA - Libera la prospettiva dalle polemiche e dai due blocchi multimediali che da sei anni spezzavano la direttrice pedonale Repubblica-Cavour. «Sul corso una nuova storia». Ida Simonella alle otto in punto posta sul web la caduta delle isole hi-tech.

Da più di due ore l’assessore a Porto&Bilancio non perde un passaggio delle grandi manovre, scattate all’alba, per cancellarle per sempre da corso Garibaldi. Non hanno mai convinto e il degrado ha avuto la meglio. Cronaca d’una fine annunciata, battaglia vinta del Corriere Adriatico. Da queste colonne quei monumenti al degrado non hanno mai avuto tregua. 


Il capocantiere 


Tracolla rossa e sneaker bianche, una sequenza di foto immortala la Simonella seguire le mosse degli operai della Gramigna srl, gli stessi che ogni Natale smontano il grande abete che svetta in piazza Roma. Questa volta la questione è più macchinosa. I primi pezzi sono venuti via subito, ma è un lavoro complicato, molto più di quanto ci si aspettasse. I curiosi si fermano nel cantiere del decoro ritrovato. «Bene, benissimo. Era ora». Sono le 7 e 44, le mani degli esperti scompongono ancora la prima di quelle due strutture geometriche: acciaio zincato, verniciato color corten, pietra d’Istria martellinata e vetro temperato. Quattro panchine e una seduta da 5-6 posti ciascuna inaugurate l’11 dicembre del 2016 e sponsorizzate dalla Popolare di Ancona: aveva coperto l’intera spesa, 250mila euro. Alle nove si presenta Stefano Foresi, deleghe a Sicurezza e Manutenzioni. Poco prima di mezzogiorno, dopo quattro viaggi e un primo lavaggio dei marciapiedi, il nuovo giorno rimanda l’immagine di un corso redento dalla decadenza. 


I social 


Scorrono i “ mi piace”, si allungano i commenti. I social dettano la trama di questo moto urbano. La più sintetica è Valeria Mancinelli. Sul suo profilo Facebook la sindaca non va oltre un «stiamo rimuovendo». Per lei non c’è altro da aggiungere. Carlo Maria Pesaresi, l’antagonista della Simonella nella ricerca, a centrosinistra, del candidato sindaco per le amministrative di primavera, tenta l’aggancio: «L’atmosfera delle primarie fa bene. Proviamo a vedere se funziona ancora: cosa non vorreste più ad Ancona già domattina?». Maria Luisa Polichetti, architetto, ex sovrintende e consulente dell’era Spacca, fila via liscia: «Un’ottima idea». Cerca di convertire un flop in una lezione di vita Lorenza Marasca, sorella di Paolo l’assessore: «Concordiamo tutti sulla bruttezza, voglio però sottolineare che nel tempo sono diventati ancor più brutti per l’inciviltà dei cittadini e l’uso improprio che ne hanno fatto». Segue l’ammonimento: «Dovremmo imparare ad avere cura delle cose, oltre a criticare». Ezio Gabrielli, ex della giunta Gramillano, corregge la prospettiva. «Vediamo se funziona con qualcosa di difficile, non qualcosa da levare o vietare, ma una visione turistica da realizzare». Diego Urbisaglia, da consigliere comunale, pensa positivo: «Speriamo che quello che verrà avrà un impatto ben diverso e speriamo che la città apprezzi». Corregge il tiro, ma non del tutto: «Sicuramente non rinunceremo a intercettare risorse da privati e a confrontarci con i portatori di interesse per rendere la Dorica sempre più bella e accogliente». Nel pomeriggio del nuovo corso il ritmo delle condivisioni è serrato. Battaglia vinta.

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