Isole del degrado addio, ora tocca al resto, Simonella: «Progetto globale per corso Garibaldi»

Isole del degrado addio, ora tocca al resto, Simonella: «Progetto globale per corso Garibaldi»
Isole del degrado addio, ora tocca al resto, Simonella: «Progetto globale per corso Garibaldi»
di Federica Serfilippi
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Martedì 9 Agosto 2022, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 15:14

ANCONA - La liberazione di corso Garibaldi dalle isole hi tech è solamente il primo passo per una completa rivisitazione degli arredi urbani della principale via dello shopping. Di cambiare registro lo chiedono i cittadini, in primis i commercianti che lungo il corso ci lavorano. Il Comune ci sta pensando. Serve un progetto globale, che va studiato e messo a punto. Questa volta non si può più sbagliare.

 

Gli obiettivi

Nel mirino ci sono sicuramente una maggiore pulizia del boulevard e l’ipotesi di togliere anche le fioriere. È quanto chiesto, per esempio, dai tre architetti intervistati dal Corriere Adriatico nell’edizione di ieri. «Si può anche non mettere nulla. L’importante è pulire. Via quelle fioriere, sono sproporzionate» le parole di Anita Sardellini. «Prendiamo le fioriere, il tema è se sono necessarie come barriere anti-terrorismo oppure no. Altrimenti via» il punto di vista dell’urbanista Vittorio Salmoni. Quello di Vittoria Ribighini: «Le fioriere? Andrebbero eliminate, subito. Poi si potrà pensare all’avvenire, con un progetto coordinato». Il Comune prende tempo, del resto non si può rimuovere e basta. Serve progettare. E per bene.

La replica 

«Gli architetti esperti - ha detto l’assessore al Bilancio Ida Simonella - hanno dato le loro indicazioni e spunti di riflessione. Nulla da obiettare. La riflessione ora si fa più ampia. E le decisioni sulle fioriere saranno sicuramente contemplate su quel ragionamento complessivo da fare per migliorare l’arredo del Corso». Discorso diverso per le isole: «Si potevano togliere subito e così abbiamo fatto». Ora un nuovo cruccio: dove verranno riciclate le isole?
Al di là delle domande sul futuro degli arredi spazzati via, è chiaro che al Corso va data una nuova anima. L’amministrazione ne è consapevole e, almeno informalmente, ha iniziato a parlare di futuro. L’ultimo progetto urbano risale al 2016 ed è quello che ha portato all’installazione degli arredi che vediamo oggi, compresi di panchine (più volte imbrattate), cestini di rifiuti (molti piccoli) e le fioriere al centro delle polemiche, i cui vasi a volte si trasformano in un groviglio di scarti di plastica e mozziconi di sigaretta. Il degrado, certo, è anche creato dall’inciviltà delle persone.

La spesa

La rimozione delle isole ha comportato una spesa di 3.172 euro. La motivazione formale della disinstallazione? Si legge (anche) nella determina che ha portato sabato gli operai della Ditta Gramigna di Camerano al lavoro fin dalle prime luci dell’alba, sotto lo sguardo degli assessori Simonella e Foresi.: «Le isole tecnologiche situate in C.so Garibaldi presentano evidenti segni di usura e malfunzionamenti che rendono necessario provvedere tempestivamente al loro spostamento, al fine di garantire sicurezza e decoro nel corso principale della città».

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