Investimenti fantasma e 200mila euro di risparmi bruciati: Andrea Gnecchi, l'ex professionista di basket ha giocato pure in due squadre marchigiane

Mercoledì 31 Marzo 2021 di Lorenzo Sconocchini
Investimenti fantasma e 200mila euro di risparmi bruciati

ANCONA -  Promettevano lauti guadagni (fino al 12% di interessi) nel crowdfunding, finanziamenti a imprese di settori ad alto sviluppo tecnologico, ma in realtà pare che i soldi drenati dai risparmiatori non venissero investiti in alcunché. Sarebbero solo passati di mano in mano, anche attraverso giri internazionali, secondo il classico schema delle truffe piramidali in cui gli ultimi arrivati mettendoci dei soldi remunerano i primi della scala, finché il sistema si satura e scoppia la bolla.

 

 


A rimetterci parecchi risparmi, circa 35mila euro, anche un autista anconetano di bus di linea, tra le vittime di quella che secondo la Procura di Ancona, che ha di recente ha chiuso le indagini , era una truffa orchestrata da un consulente finanziario di Bergamo, Andrea Gnecchi, 54 anni, ex giocatore professionista di serie A di basket con trascorsi da playmaker anche a Fabriano e Osimo. Insieme a sette presunti complici, avrebbe raggirato una decina di vittime (imprenditori, dipendenti pubblici e professionisti) rastrellando circa 200mila euro. A svelare la truffa, basata sul tradizionale schema Ponzi (dal nome dell’inventore di questo metodo di raccolta fondi multilevel destinato a bruciare risparmi) sono stati i finanzieri del gruppo Tutela Economia del Nucleo di polizia economico–finanziaria di Ancona, guidati dal colonnello Giuseppe Romanelli. Con minuziosi accertamenti bancari hanno seguito il corso del denaro, scoprendo che le somme investite circolavano tra società basate non solo in Italia, ma anche in Austria, Cipro, Lussemburgo, Svizzera e Gran Bretagna, e poi sparivano.


Altro che 3% di rendimento trimestrale, come Gnecchi prometteva ai clienti, molti dei quali reclutati tra le conoscenze maturate grazie alla carriera da sportivo, che l’aveva portato nelle Marche una prima volta a Fabriano nel ‘92-93 e dieci anni dopo alla Robur Basket Osimo L’autista anconetano, come molti altri, s’era fidato. E i primi investimenti, circa 10mila euro verso la fine del 2016, erano stati ripagati da rendimenti allettanti. Così aveva affidato al promoter originario di Bergamo altri risparmi, più del doppio della prima tranche, ma nel frattempo lo schema Ponzi aveva esaurito il suo filone aureo: non c’erano startup sul cui sviluppo maturare interessi e le somme ulteriori versate dall’autista servivano solo a remunerare altri investitori sopra di lui nella scala multilevel. Senza un prospetto informativo in mano, senza avere spiegazioni chiare, le vittime hanno provato a contattare Gnecchi, che sempre più raramente rispondeva al telefono. «Ho affidato i fondi a una società di Bergamo, l’ho fatto in assolutamente in buona fede», avrebbe provato a giustificarsi l’ex atleta con chi gli chiedeva conto delle somme sparite. 


L’autista anconetano nel 2017 ha presentato una circostanziata denuncia, che ha permesso alla Guardia di finanza di Ancona di ricostruire diverse presunte truffe, realizzate tra il 2016 e il 2019 non solo ad Ancona, ai danni di investitori (tra cui ex compagni di squadra del promoter) residenti tra l’Emilia Romagna e la Lombardia. Intanto la Consob, che vigila sull’intermediazione finanziaria, ha prima sospeso Gnecchi dall’attività di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede e poi nel settembre 2018 lo ha radiato. Adesso l’indagine, denominata “Fast money”, è arrivata al capolinea con l’emissione da parte della magistratura anconetana dei decreti di citazione a giudizio per gli otto indagati, tra i 51 e i 72 anni, tutti residenti in Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto e Austria. Il reato contestato in concorso agli indagati è la truffa, aggravata dalla transnazionalità.

 

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