Interviene a fare da paciere, si becca una testata al viso: il nodo-risarcimento

Martedì 2 Marzo 2021
Interviene a fare da paciere, si becca una testata al viso: il nodo-risarcimento

ANCONA - Interviene per sedare una colluttazione in discoteca e riceve una testata in pieno volto. In un primo momento, si fa medicare dai soccorritori di una pubblica assistenza all’esterno del locale, il Mamamia di Senigallia. Poi, il dolore alla bocca si fa sempre più intenso e finisce nella sezione di Odontostomatologia dell’ospedale di Torrette. La diagnosi è una lesione grave a uno degli incisivi, per cui è necessaria una protesi permanente.

 

Scatta la denuncia e con essa partono le indagini per risalire all’aggressore, identificato in uno studente 22enne di Chiaravalle. Quest’ultimo, ieri mattina, stato rinviato a giudizio dal gup Francesca con l’accusa di lesioni personali gravissime. Il processo inizierà il 15 giugno 2022. È difeso dall’avvocato Alessio Giovannelli. Parte civile sarà il ragazzo aggredito, un 21enne di Castelplanio ieri presente in aula, rappresentato dal legale Tiziano Consoli. Chiede un risarcimento del valore di 25mila euro. Tuttora, la vittima ha problemi legati alla masticazione dovuti all’indebolimento del dente. Essendo, secondo la procura, un trauma permanente, il reato di lesioni è stato contestato in forma “gravissima”.

L’episodio della testata risale al maggio del 2018, quando entrambi i ragazzi avevano da poco superato la maggiore età. Erano andati in discoteca con i rispettivi gruppi di amici per ballare e divertirsi al Mamamia, punto di ritrovo di giovani in arrivo da gran parte della provincia dorica. A un certo punto, stando a quanto emerso, la serata aveva iniziato a prendere una piega diversa con l’inizio di una discussione tra un amico del 21enne e l’imputato. In mezzo a loro, si sarebbe all’improvviso frapposto il castelplanese, sicuro di poter risolvere la questione. In compenso, secondo l’accusa, aveva ricevuto dal 22enne una testata in pieno viso, all’altezza della bocca.

In un primo momento, aveva riportato quella che apparentemente sembrava essere una semplice ferita lacero-contusa al labbro. In un secondo, con la difficoltà di masticazione, si era rivolto all’ospedale di Torrette per capire la causa del malessere. Di lì, la diagnosi della lesione del dente (ora incapsulato e in attesa di protesi) e la decisione di sporgere denuncia contro l’aggressore.

 

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