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Vaccini fake e Green pass falsi, l'Ordine degli avvocati sospende Galeazzi: «Procacciava clienti»

Vaccini fake e Green pass falsi, l'Ordine degli avvocati sospende Galeazzi: «Procacciava clienti»
Vaccini fake e Green pass falsi, l'Ordine degli avvocati sospende Galeazzi: «Procacciava clienti»
di Federica Serfilippi
4 Minuti di Lettura
Giovedì 3 Marzo 2022, 04:10 - Ultimo aggiornamento: 15:46

ANCONA - Cinque mesi di sospensione. È il provvedimento cautelare preso dal Consiglio distrettuale di disciplina dell’Ordine degli Avvocati nei confronti di Gabriele Galeazzi, il legale anconetano travolto dall’inchiesta sulle vaccinazioni simulate al centro Paolinelli della Baraccola. La delibera è stata notificata ieri al professionista ai domiciliari dallo scorso 10 gennaio. Fino ad agosto non potrà esercitare la professione forense. 

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La decisione

Il procedimento era stato avviato dal Consiglio subito dopo la prima ordinanza cautelare fatta scattare dal gip Carlo Masini. La procura ha ipotizzato per Galeazzi i reati di peculato, falso e corruzione. Stando ai riscontri della Squadra mobile, sarebbe da annoverare nel cerchio dei procacciatori di clienti di no vax da portare all’infermiere Emanuele Luchetti. Persone disposte a pagare, sostiene l’accusa, fino a 500 euro per ottenere il Greenp pass in maniera fraudolenta. È da specificare che Galeazzi è l’unico, tra i presunti intermediari, a cui la polizia non ha sequestrato somme di denaro derivate da presunti episodi corruttivi.

Stando a quanto emerso, il professionista avrebbe fatto da collante tra Luchetti e quattro docenti che, però, non sarebbero mai arrivati all’hub vaccinale e allo stato dei fatti non ancora identificati. Il gruppetto sarebbe valso un profitto di 2mila euro. «Loro vengono, perché hanno preso l’aspettativa, vengono entro il 7 gennaio» le parole dell’avvocato nel corso di una chiamata con Luchetti. Dei professori, però, nemmeno l’ombra. Non sarebbero stati i soldi a spingere Galeazzi verso l’intermediazione contestata dalla procura. Lo si capisce anche dai colloqui tra l’infermiere e il dottor Carlo Miglietta, il medico vaccinatore che, fingendosi complice di Luchetti, ha smascherato le false vaccinazioni: «Alla fine fa bella figura con questa gente» dice l’infermiere. «È uno che risolve i problemi, insomma» risponde Miglietta. Galeazzi inoltre è stato identificato come un punto di contatto tra Luchetti e altri due presunti intermediari: il ristoratore civitanovese Daniele Mecozzi e il pensionato fabrianese Edmondo Scarafoni, anche loro relegati ai domiciliari. Sia nel primo che nel secondo interrogatorio di garanzia (sono due le ordinanze varate dal gip) Galeazzi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una prima istanza al Tribunale del Riesame per ottenere una misura meno gravosa è stata respinta. «La misura cautelare detentiva, confermata in sede di riesame, è primo presupposto normativo per procedere alla sospensione dell’esercizio della professione» si legge nella delibera del Consiglio Distrettuale. 

La motivazione

L’altro presupposto richiesto dalla giurisprudenza è lo strepitus fori, il clamore portato dall’intera inchiesta, legata «a una materia estremamente sensibile come quella dell’emergenza pandemica e di attività fraudolente che in ultima analisi incidono su un tema di assoluta rilevanza e delicatezza, quale quello della corretta formazione e della pubblica fede delle certificazioni vaccinali». La sospensione è stata decisa all’unanimità. 

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