Ancona, perizia sui segreti dell’impiegato-orco. Trenta dispositivi informatici saranno passati al setaccio

Venerdì 5 Giugno 2020
Indagini della polizia

ANCONA - Una trentina di dispositivi da analizzare per ripercorrere l’attività virtuale intrapresa dall’uomo contro cui ha puntato il dito una ragazzina minorenne, accusandolo di violenza sessuale. Lui, impiegato 50enne, è finito in carcere dieci giorni fa dopo un’indagine lampo della Squadra Mobile. L’arresto è scattato per detenzione di materiale pedopornografico. A questo reato si è aggiunta la contestazione degli abusi carnali denunciati in questura dalla minore che all’epoca dei fatti non aveva compiuto neanche 14 anni. Lunedì, nell’ufficio del pm Rosario Lioniello è stato affidato l’incarico peritale all’analista forense Luca Russo. Avrà novanta giorni di tempo per andare a caccia di indizi che possano confermare l’accusa del download di materiale pedopornografico. Sotto i raggi X verranno passati una trentina di dispositivi informatici, tra pc, smartphone e hard disk, tutti sequestrati all’epoca della perquisizione eseguita dalla Squadra Mobile a casa del 50enne. Già in un primo momento era stato analizzato un computer. Qui erano state trovate decine di foto scabrose ritraenti minori. Nessun consulente di parte è stato nominato dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Massimo Maria Vergari. Oltre alla detenzione del materiale, l’impiegato - che vive solo e non è sposato – deve fare i conti con la pesantissima accusa di violenza sessuale mossa dalla ragazzina. Una minore con cui l’uomo sarebbe entrato in contatto perché amico dei genitori. Gli abusi denunciati sarebbero andati avanti per molto tempo, proprio a casa della vittima. 

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