Guardie senza armi, niente collegamento radio: gli istituti di vigilanza nel mirino della Questura. E arrivano le multe

Guardie senza armi, niente collegamento radio: gli istituti di vigilanza nel mirino della Questura. E arrivano le multe
Guardie senza armi, niente collegamento radio: gli istituti di vigilanza nel mirino della Questura. E arrivano le multe
di Teodora Stefanelli
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Lunedì 11 Aprile 2022, 06:55

ANCONA -  Usavano dei marsupi come fondine per custodire le pistole e, in alcuni casi, i vigilantes comunicavano tra loro attraverso una radio scollegata dalla centrale operativa. Nel mirino della polizia amministrativa e di sicurezza diverse aziende di security privata. Sono scattate multe per oltre sessantamila euro. 


Gli agenti della questura, in un’azione coordinata con la Prefettura, hanno svolto controlli per verificare l’operato delle guardie particolari giurate addette al controllo sia di esercizi ed imprese private del territorio, che di importanti sedi istituzionali ed uffici pubblici (Inps, Regione, Rai, Asur) scoprendo diverse irregolarità. Nel luglio del 2021 è stato multato penalmente il titolare di una di queste società poiché utilizzava addetti alla sicurezza non armati e non qualificati come guardie particolari giurate per vigilare di notte un tratto di litorale della costa del Conero. I servizi notturni devono essere effettuati solo da guardie particolari giurate dato il rischio che si corre nella vigilanza attiva in quelle ore, anche a tutela degli operatori.

Per questa violazione il titolare deve pagare una multa di 7mila euro. Due degli operatori non erano stati neppure assunti e per questo è scattato l’alert dell’ispettorato del lavoro con una multa da 3mila e 600 euro. A settembre dello scorso anno il referente di un altro istituto con sede in Veneto ma che opera ad Ancona è stato multato poiché non aveva fatto il radiocollegamento con la sala operativa.


Usavano inoltre una fondina non regolamentare, una specie di marsupio che rendeva difficile estrarre la pistola in caso di necessità. Il Prefetto della provincia veneta ha disposto una multa di 50mila euro per la violazione del regolamento di servizio e del Tulps mentre ad ottobre 2021 anche un’altra società di security che ha sede in provincia di Pesaro è stata multata perché svolgeva la vigilanza senza radiocollegamento. Nei giorni scorsi poi è stato segnalato all’autorità giudiziaria per la violazione del regolamento del Questore di Roma un istituto di vigilanza che svolgeva servizi ad Ancona, presso una sede istituzionale, senza essere dotato di alcun tipo di radiocollegamento. 


Infatti né le guardie, né le auto avevano la radio collegata con la sala operativa. Il titolare dell’istituto aveva dichiarato di avere allestito un Pod (un punto operativo distaccato) a Jesi, una sorta di sala operativa d’appoggio che però, ad un controllo effettuato da personale della Squadra amministrativa e di sicurezza della Questura e del Commissariato di Jesi, si è rivelato in disuso, chiuso e privo di alcuna struttura minima operativa. Gli atti sono stati trasmessi anche al Prefetto di Roma per le valutazioni del caso.

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