«Green pass, che imbarazzo: dovremo fare i poliziotti». Bar e ristoranti al chiuso da oggi solo per i vaccinati: commercianti perplessi

Scatta oggi l'obbligo del Green pass in ristoranti e bar al chiuso
Scatta oggi l'obbligo del Green pass in ristoranti e bar al chiuso
di Andrea Maccarone
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Venerdì 6 Agosto 2021, 08:15

ANCONA - Ci siamo. E’ il Green pass day. La nuova regola per la prevenzione dai contagi fa il suo ingresso ufficiale. E non sono pochi i dubbi e le perplessità da parte dei ristoratori che s’interrogano su metodi e modalità di gestione della norma filtro. Al di là delle complicazioni interne (personale addetto al controllo, verifica dei documenti d’identità) c’è l’incognita più grande che riguarda la variabile meteo.

 

Infatti, se dovesse capitare il classico temporale estivo nel bel mezzo del servizio, e tra i clienti all’aperto ci sono tavoli misti, che si deve fare? «Non possiamo mica dire tu entri e tu no, in base al possesso del Green pass - sbotta Giancarlo Filonzi, titolare del ristorante pizzeria La Botte - sarà un bel problema». 


Posto che ancora le temperature agevolano il servizio outdoor, andrebbe verificato prima se tutti i clienti sono dotati di pass vaccinale. «Ciò vorrebbe dire che dobbiamo accertarci già in fase di prenotazione - replica Michele Zannini del Caffè Giuliani - ma non è possibile aggiungere uno step dietro l’altro». Ecco che all’esordio del Green pass gli operatori della somministrazione vagliano tutte le ipotesi, anche le più complesse e remote. Ma la risposta è per tutti unica: «E’ l’ennesima scocciatura - lamenta Giordano Andreatini della trattoria Clarice - fin dal primo momento ci hanno etichettato come gli untori del contagio. Poi basta andare a passeggiare in centro e troviamo centinaia di persone ammassate. C’è troppa incongruenza».

I ristoratori e baristi dovranno dotarsi di una figura apposita addetta al controllo del Green pass. Un’ulteriore burocrazia gestionale che, oltre all’aggravio economico sulle attività, è probabile che vada a complicare, almeno all’inizio, l’organizzazione interna. «Mi ritengo totalmente favorevole alla vaccinazione - precisa Zannini - ma così facendo ci obbligano a dare un ruolo specifico ad una figura del personale, oppure ad assumere una persona che svolga unicamente il lavoro di controllore». Non solo, una volta effettuato il check è la stessa app a ricordare agli esercenti di verificare la corrispondenza del pass con l’identità del cliente. 


Tradotto: si deve chiedere di mostrare un documento. «Ci sentiamo veramente in difficoltà - dice Zannini - non è il nostro mestiere questo. Posso solo immaginare l’imbarazzo dei miei dipendenti nel dover fare i poliziotti e il disagio dei clienti». Poco male finché il meteo consente di poter svolgere il servizio all’aperto. Ma già a fine estate le condizioni cambieranno. E a quel punto la necessità del Green pass diventerà una costante. «Possiamo solo adeguarci - commenta rassegnato Andreatini - d’altronde come abbiamo fatto fino ad ora. Per il resto speriamo nella comprensione e nel senso civico delle persone. In giro c’è un atteggiamento troppo rilassato che ci preoccupa un po’».

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