Ancona, i complimenti di Mattarella all'alfiere Giorgia: «Brava, giurisprudenza come me»

Mercoledì 23 Ottobre 2019
Ancona, l complimenti di Mattarella all'alfiere Giorgia: «Brava, giurisprudenza come me»
ANCONA - Elegantissima nel tailleur rigorosamente scuro, il volto luminoso incorniciato dai lucidi capelli neri, Giorgia Sordoni ha ritirato ieri mattina al Quirinale, dalle mani del presidente Sergio Mattarella, l’attestato di Alfiere della Repubblica. Il sorriso irresistibile trasmetteva ai presenti e all’etere felicità e orgoglio. «Ero emozionata, anzi super-emozionata. Mi tremavano le gambe. Ma lo eravamo tutti, venticinque alfieri provenienti da ogni parte d’Italia, che già dal giorno prima avevamo potuto incontrarci e fraternizzare, condividendo esperienze e sensazioni». 

Al nostro giornale ieri aveva raccontato di essere molto attenta ai suoi abiti, di tenerci molto ai colori e all’eleganza. «Abbiamo dovuto seguire alla lettera il protocollo, dall’abbigliamento, che ci era stato suggerito in precedenza – sobrio, niente scollature né lustrini – al comportamento. È stato il presidente Mattarella a darci il benvenuto con un bel discorso, incoraggiandoci a perseguire gli scopi che ci siamo prefissi, senza tentennamenti. Poi, hanno parlato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e il presidente della Federazione Cavalieri del Lavoro, Antonio D’Amato». Uno dei limiti del protocollo, a guardare la vicenda dalla parte dei ragazzi, era il numero massimo di parenti (o più in generale di accompagnatori) ammessi alla cerimonia: uno. Così tra i genitori di ciascuno studente la scelta era stata dolorosa. «Sì, è vero. Solo un accompagnatore era ammesso. È venuta mia madre Sabrina. Non sono riuscita, sul momento, a guardarla in viso. Ma sospetto si sia commossa tanto, orgogliosa della sua bambina. Quando l’ho abbracciata, dopo, era raggiante».
L’incontro con Mattarella resterà un ricordo indelebile nella vita di Giorgia. «Si è complimentato con me per la scelta della facoltà di Giurisprudenza, la stessa che ha frequentato lui». E Ancona, la sua Ancona, non vede l’ora di festeggiare la studentessa dell’anno: «Vado direttamente a Trento, perché non posso perdere le lezioni. Rimando i festeggiamenti al fine settimana. Mi sono arrivati tremila sms con le foto della cerimonia, scattate sullo schermo. E tanti complimenti, dagli amici che non lo sapevano, e hanno appreso la notizia dall’intervista sul Corriere». Ultimo aggiornamento: 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA