Ancona, i genitori di Giulio Regeni
ad "Adriatico Mediterraneo Festival"

Martedì 23 Agosto 2016
Giulio Regeni

ANCONA – Ci saranno anche i genitori di Giulio Regeni all’edizione 2016 di Adriatico Mediterraneo Festival, che sì terrà ad Ancona dal 27 agosto al 3 settembre.
Ma il caso del giovane ricercatore barbaramente ucciso in Egitto non sarà che uno dei temi scottanti che verranno affrontati durante il Festival. no Dall'Isis ai tanti Islam in Europa e in Italia, dalle rotte dei migranti alla Turchia alla donna: ci sono tutti i temi caldi dell'attualità.
Si comincia il 27 agosto con un incontro con i genitori di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto tra gennaio e febbraio scorsi. All'incontro partecipano Paola e Claudio Regeni e il loro legale, l'avv. Alessandra Ballerini. Con loro ci saranno Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani del Senato, Sauro Longhi, rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Paolo Pignocchi, vice presidente di Amnesty International Italia. Il caso Regeni apre il ciclo «Diritti e Doveri», promosso in collaborazione con il Consiglio regionale e con l'Ombudsman delle Marche, che il 28 ospita Domenico Quirico, inviato della Stampa, che racconterà le difficoltà di raccontare dal campo i conflitti, dal Medio Oriente al Corno D'Africa. Sempre domenica 28 alla Mole si inaugura la mostra di Takoua Ben Mohamed sul suo «Fumetto Intercultura», alla presenza dell'autrice: 23 anni, nata in Tunisia e cresciuta a Roma, Takoua Ben Mohamed ha anche raccontato la Primavera Araba in Tunisia. Il 30 agosto il presidente nazionale di Arcigay incontra l'imam parigino Ludovic Mohamed Zahed, gay dichiarato, che nella sua moschea accoglie omosessuali e nuove famiglie che arrivano da tutta Europa. Un confronto a 360 gradi sul diritto di esprimere la propria sessualità, su tutte le sponde del Mediterraneo. Il 31 agosto si preannuncia movimentato il dibattito fra il filosofo Paolo Flores D'Arcais, direttore di Micromega e difensore della laicità in tutte le sue forme, e il presidente dell'Unione delle Comunità Islamiche Italiane Izzedin Elzir: verosimilmente si parlerà anche di burqa e burkini, simboli religiosi, estremismo e democrazia. L'Isis è al centro il primo settembre di una tavola rotonda con alcuni componenti del gruppo di Raqqa Is Being Slaghtered Silently, il collettivo di attivisti e giornalisti che dal 2014 informa su cosa succede nei territori controllati dallo Stato islamico. Il 2 settembre focus sulla Turchia, Paese del Mediterraneo e del Medio Oriente, con l'inviato di Repubblica Marco Ansaldo e Yavuz Baydar, uno dei più autorevoli giornalisti turchi, che ha fondato un gruppo per il monitoraggio della libertà di stampa nel suo paese. Sabato 3 il Festival si chiude con un confronto sulla situazione delle donne nell'area mediterranea fra la giornalista del Corriere della Sera Viviana Mazza e la studiosa statunitense di origini pakistane Asma Barlas, docente al Dipartimento di Scienze politiche all'Ithaca College di New York, entrambe autrici di pubblicazioni proprio su storie di donne nelle diverse culture che si affacciano sul Mediterraneo.

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