Presi i fidanzatini-acrobati, erano l'incubo dei commercianti: in carcere la banda delle finestre vasistas

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Stefano Rispoli
Le impronte lasciate dai ladri sulla vasistas del Bar San Martino

ANCONA - Lui, 25enne romeno. Lei, coetanea di Santo Domingo. Una coppia affiatata, in amore e nel crimine. Una love story sfociata in una lunga serie di furti e rapine, almeno dieci. A dividerli ci ha pensato la polizia che li ha rinchiusi in carcere: il giovane a Montacuto, la ragazza a Pesaro.

 

A tradirli, più che le telecamere, sono state le impronte digitali lasciate su porte e vetrate delle attività commerciali visitate - in particolare sulle finestre vasistas da cui lei, ladra acrobata piuttosto agile, era solita intrufolarsi per poi fare strada al complice - ma anche un inconfondibile tatuaggio sul polso del 25enne, già in regime di libertà vigilata. Determinante il lavoro collettivo svolto dalle Volanti, dalla Scientifica e dalla Squadra Mobile guidata da Carlo Pinto, di concerto con il Gabinetto interregionale. 


La lunga scia di colpi dei due piccioncini con il vizio del crimine, residenti ad Ancona, è cominciata a fine giugno con una rapina alla Coal di piazzale Loreto. Pensavano di farla franca, facendo spesa a scrocco, ma sono stati notati da un addetto alla sicurezza. Il 25enne romeno l’ha malmenato e ha trascinato per i capelli la direttrice del supermercato, arrivando a minacciarla («Lasciaci o do fuoco a tutto») per consentire alla compagna di scappare. Anche lui era riuscito a darsi alla fuga prima dell’arrivo della polizia. I due fidanzatini preferivano entrare in azione di notte per evitare contrattempi o interferenze, ma se venivano disturbati non rinunciavano ad utilizzare metodi violenti, come la notte dell’11 luglio quando hanno preso a calci il titolare della pizzeria Miami di via Torresi che era intervenuto nel suo negozio su segnalazione di un vicino: aveva sorpreso i ladri mentre rubavano soldi e un centinaio di buoni pasto. Dopo le botte, la fuga.


L’escalation di colpi ha subito un’impennata vertiginosa durante l’estate. Già l’8 luglio i fidanzatini terribili avevano saccheggiato il Turkish Kebab di via Tavernelle (bottino: 2mila euro e un I-Phone). Alla fine di luglio, il blitz al ristorante Nino Pesciolino di corso Mazzini: via 500 euro di fondo cassa e un tablet. 


Ben presto sono diventati l’incubo dei commercianti, non solo del centro. Facendo ricorso spesso ad una tecnica consolidata - arrampicarsi di notte, uno sulle spalle dell’altro, fino alle vasistas, spesso lasciate aperte dai negozianti per consentire il ricambio d’aria - hanno svaligiato in rapida successione il bar peruviano El Reconchito di via Marconi (900 euro), il Liberty di via Traffico (300 euro, un tablet e vini pregiati) e, nella notte del 23 agosto, sia un kebab di via Marconi, sia il Bar San Martino, in piazza Pertini, da cui hanno portato via anche diverse bottiglie di rum. Ma qui avevano lasciato evidenti impronte papillari e pure dei chewing-gum masticati e sputati a terra: prove schiaccianti che hanno contribuito ad incastrarli, come pure quelle rilevate a settembre nel doppio colpo al ristorante La Tana del Polpo (via 300 euro dalla cassa e due cellulari) e all’osteria Bottega di Pinocchio (200 euro più un pc). La Squadra Mobile sta lavorando su altri furti avvenuti nei negozi del centro (come quello del 3 ottobre a La Piada di via Magenta) perché si sospetta siano stati compiuti dal romeno e dalla dominicana, in carcere su disposizione del gip. 

 

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