Barista di Ancona picchiata a sangue, arrivano le minacce di morte: «Sei una salma che cammina»

Barista di Ancona picchiata a sangue, arrivano le minacce di morte: «Sei una salma che cammina»
Barista di Ancona picchiata a sangue, arrivano le minacce di morte: «Sei una salma che cammina»
di Andrea Maccarone
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Domenica 9 Ottobre 2022, 03:40 - Ultimo aggiornamento: 17:44

ANCONA - Dopo le botte anche le minacce di morte. «Ti è andata bene che mi hanno fermato. La prossima volta che mi tocchi sei una salma che cammina». Così l’autore dell’aggressione ai danni di Francesca Mabiglia, titolare del Bar del Porto, ha nuovamente intimidito la vittima con un video postato ieri, e poi rimosso dopo qualche ora, tra le storie del suo profilo Instagram. L’aggressione è andata in scena venerdì all’ora di pranzo in un supermercato di Collemarino. Lui, dopo l’intervento della polizia, è stato portato a Torrette, in Psichiatria.


Il racconto


«Mi voleva ammazzare, era una furia» racconta con un filo di voce la Mabiglia che, dimessa dall’ospedale in giornata, è tornata nella sua abitazione con una prognosi di sette giorni. Sta bene la barista, anche se i numerosi colpi ricevuti sotto gli occhi del figlio 13enne le hanno causato contusioni al capo, al collo e lungo la schiena. «Mi gira la testa, non riesco a stare per troppo tempo in piedi e mi viene da vomitare - dice Francesca -, per fortuna non ho niente di rotto». Ma dopo le minacce che le sono state rivolte via Instagram, la barista non si sente più al sicuro. «Io chiudo il bar di notte, ho paura che mi segua e mi possa ammazzare - dice -. Se l’altro giorno non l’avessero bloccato non sarei qui a raccontarla». Sotto la pioggia di calci, dopo essere stata atterrata da due pugni in pieno volto, Mabiglia ha avuto la forza di gridare: «Mi stai ammazzando, gli ho detto mentre mi stava sferrando dei calci in testa con tutta la forza». Immagine dopo immagine, la titolare del Barino del porto ripercorre tutti i momenti della terribile aggressione avvenuta per futili motivi. 


Tutto è accaduto in pochi istanti. I due si sono incrociati all’interno del supermarket. In passato c’erano già state vecchie ruggini a causa di qualche screzio tra il 32enne e il figlio 13enne della Mabiglia. La barista, infatti, avvicinatasi al ragazzo dentro il market, gli ha detto di smetterla di infastidire suo figlio. E con la mano gli avrebbe dato un buffetto sul collo. Un gesto che ha scatenato la rabbia cieca del giovane che d’improvviso si è scagliato contro la donna. «Ricordo di aver preso due pugni in piena faccia, tanto che ho il naso dolorante - afferma la barista - poi sono caduta e mi sono ritrovata a terra tra le due casse del supermarket». A quel punto l’aggressore ha dato sfogo a tutta la sua rabbia con una serie di calci sul corpo della vittima. L’intervento di chi ha assistito alla scena ha scongiurato il peggio. Nel frattempo era stata allertata la polizia che è arrivata sul posto e ha esaminato le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Il ragazzo è stato trattenuto all’interno del supermercato fino all’arrivo delle divise. Oggi la titolare del bar incontrerà i carabinieri per procedere con la denuncia.

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