Finti soccorsi e noleggi di auto fantasma per truffare l’assicurazione: carrozziere a processo

Il tribunale di Ancona
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Giovedì 11 Gennaio 2024, 02:45 - Ultimo aggiornamento: 12:11

JESI Per la procura avrebbe inscenato falsi soccorsi stradali e finti noleggi auto per beffare l’assicurazione e ottenere i rimborsi. È con l’accusa di tentata truffa che è finito a processo il titolare di una carrozzeria che fa base in Vallesina. L’uomo, 40enne difeso dall’avvocato Gabriele Galeazzi, deve rispondere di 6 episodi fraudolenti, dove però non sarebbe mai riuscito a incamerare le somme per i suoi servizi. L’assicurazione beffata si è costituita parte civile con l’avvocato Alessandro Scaloni.

Davanti al giudice Lamberto Giusti si è tenuta la prima udienza, nel corso della quale le parti hanno discusso di questioni preliminari e dei testimoni che verranno ascoltati a partire dal 22 aprile. Da sentire ci sono coloro che, inconsapevolmente, si sarebbero ritrovati nelle fatture presentate dal carrozziere all’assicurazione per chiedere il rimborso dei servizi effettuati.

Servizi, dice la pubblica accusa, che in almeno 6 occasioni sarebbero stati inesistenti. L’importo totale delle fatture presentate tra il 2017 e il 2018 si aggira attorno ai 1.300 euro. Non certo una cifra monstre.

Stando all’imputazione, in due occasioni il 40enne si sarebbe rivolto all’assicurazione per finti soccorsi relativi ad incidenti stradali accorsi ad altrettanti clienti. In altre quattro, invece sarebbero state presentate fatture per noleggi auto mai avvenuti. Era stata l’assicurazione stessa ad insospettirsi di fronte ai rimborsi presentati e a sporgere denuncia alle forze dell’ordine. I clienti citati nelle fatture sono stati chiamati a deporre davanti al giudice. La difesa ha deciso di procedere con il dibattimento e di non chiedere riti alternativi sicura di poter smontare le accuse in aula. Il 22 aprile è stata fissata la prossima udienza.

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