Sulle strade corse, inseguimenti e aggressioni. Ex medico: «Ho ripreso un centauro che sfrecciava, voleva strozzarmi». E non è il solo

Venerdì 18 Settembre 2020 di Stefano Rispoli
Monte Dago, sulla strada corse, inseguimenti e aggressioni a chi protesta con gli incoscienti al volante o in sella alle moto
ANCONA - Sorpassi da brivido, inseguimenti, insulti, minacce, aggressioni. Monte Dago come un Far West, dove i regolamenti di conti avvengono per strada, magari per una manovra azzardata, per un invito ad andare più piano o per una parola di troppo. I residenti invocano controlli e dissuasori di velocità, in attesa del promesso rifacimento dell’asfalto, atteso per il 2021 sui tratti più dissestati della strada che dall’incrocio con via Trevi porta al Pinocchio, ormai divenuta una mulattiera. Perché il problema è proprio questo: la gente corre troppo. E chi protesta viene aggredito. Il racconto choc di una vittima.

 
A tutto gas
Le auto sfrecciano a tutto gas su una carreggiata stretta e malandata, sempre più trafficata perché rappresenta una scorciatoia rispetto all’Asse nord-sud per spostarsi fra Tavernelle, l’Università e i quartieri nuovi. Al di là dello smog, preoccupano la velocità eccessiva e il rischio incidenti che si accompagna a vis-à-vis “elettrici” tra chi prova a far rispettare le regole (qui vige il limite dei 30 km/h) e chi se ne infischia. Per due volte in due giorni si è rischiata la rissa. L’episodio più grave, mercoledì mattina: attorno alle 8,45, racconta un medico in pensione, «dopo aver oltrepassato la scuola, provenendo da via Trevi, ho notato una grossa moto che superava, a velocità illegale, un’auto che mi seguiva. Per farlo desistere dal tentativo di sorpassare anche me, facendo ampi segni di diniego, mi sono spostato al centro della strada». 
Non l’avesse mai fatto. E’ bastato quel gesto per scatenare la reazione del centauro che ha raggiunto l’ex medico, l’ha costretto a fermarsi e poi l’ha affrontato a brutto muso. «E’ sceso carichissimo dell’adrenalina tipica di chi vede rosso ogni tentativo di limitazione della propria libertà, ha dato un pugno sulla portiera della mia auto e, approfittando del finestrino semiaperto, mi ha preso per il collo in un maldestro tentativo di strozzarmi, urlando improperi». Per fortuna poi si è calmato e se n’è andato. Ora l’ex medico, che ha annotato il numero di targa della moto, è intenzionato a sporgere denuncia ai carabinieri «perché si possa collaborare per porre tutte le limitazioni lungo via Trevi e la strada di Monte Dago: è assurdo che, in presenza di una scuola con centinaia di studenti, non ci sia neanche una linea bianca continua sulla mezzeria».
Tempo 24 ore ed ecco un secondo episodio da brivido: ieri mattina un altro residente è stato inseguito da un automobilista, solo per averlo ripreso perché, alla guida di una Volvo, «ha inchiodato e, senza freccia, si è fermato davanti all’ingresso della chiesa - racconta -. Gli ho suonato e gli ho fatto cenno della freccia, lui ha tentato di superarmi e speronarmi fino a casa. Ormai siamo alla frutta, fate attenzione».

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