Accusato di aver abusato di una bimba di 5 anni, l'amico dei genitori nega tutto: «Non è vero, sono sconvolto»

Mercoledì 9 Giugno 2021 di Federica Serfilippi
Il tribunale di Ancona

ANCONA - Sconvolto dalla denuncia che da dieci giorni pende su di lui come un macigno. Rigetta ogni contestazione il 60enne indagato dalla procura con l’accusa di aver molestato in auto la figlioletta di un suo amico. L’indagine, coordinata dal pm Irene Bilotta, è partita a seguito delle rivelazioni della piccola, una bimba di 5 anni, sussurrate alla madre poco dopo i presunti abusi subiti dall’amico di famiglia con cui era rimasta sola per qualche minuto. Nei confronti del 60enne, operaio residente nell’entroterra fabrianese, l’ipotesi di reato è violenza sessuale.

 


Un’accusa per cui è già stato condannato due anni fa dal Tribunale dorico: la procura lo accusava di aver palpeggiato le parti intime di una ragazza 21enne che si trovava a ballare sulla pista di una discoteca della Vallesina. Le molestie, stando a quanto emerso all’epoca dei fatti, avevano fatto seguito alla richiesta dell’uomo, non andata a buon fine, di avere un rapporto sessuale a pagamento con la giovane. Il 60enne, per l’episodio contestato nel 2019, è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione. Dopo un periodo trascorso agli arresti domiciliari, era stato liberato. 


Per il nuovo procedimento, per ora, il pm Irene Bilotta non ha chiesto l’applicazione di misure cautelari. Serve prima chiarire alcuni aspetti della vicenda con una serie di approfondimenti investigativi. Lo scorso venerdì ci sarebbe dovuto essere un accertamento tecnico irripetibile per vagliare la tesi della violenza, ma è stato tutto rinviato al 16 giugno. Sono stati chiesti dalla procura dei riscontri genetici per valutare l’eventuale presenza del Dna dell’indagato sugli indumenti della bimba, sequestrati dagli agenti del Commissariato di Fabriano subito dopo la denuncia sporta dalla mamma della piccina. L’accertamento, che la procura aveva affidato al medico legale dell’ospedale di Torrette Loredana Buscemi, potrebbe però non tenersi nella formula chiesta dal pm.

Il difensore dell’indagato, l’avvocato Ruggero Benvenuto, chiederà infatti lo svolgimento di un incidente probatorio. Se tale cursus dovesse avviarsi, anche il gip sarà tenuto a nominare un consulente “super partes” per svolgere gli accertamenti genetici preliminari. 


È possibile che già questa mattina «verrà formulata istanza di incidente probatorio. Per ogni valutazione attenderemo gli esiti» ha fatto sapere l’avvocato Benvenuto. L’episodio contestato dal pm Bilotta sarebbe avvenuto il 28 maggio. Stando a quanto emerso finora, il 60enne con la sua auto avrebbe accompagnato al lavoro la madre della bimba. Anche quest’ultima era a bordo, nel sedile posteriore. Una volta salutata la donna, l’indagato aveva il compito di portare la piccina dal padre. Un tragitto della durata massima di dieci minuti. È per strada che, secondo l’ipotesi della procura, l’uomo avrebbe toccato in maniera illecita la minore, una volta accostato il veicolo. In più, avrebbe intimato alla bimba di non dire nulla ai genitori di quanto avvenuto all’interno dell’abitacolo. Qualcosa, però, la vittima avrebbe detto alla mamma, tanto da spingerla a sporgere denuncia e a far aprire un fascicolo d’indagine per violenza sessuale su minore. 

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