Vandali e baby ladri, Extasy di nuovo assaltato: ragazzini fanno spesa a scrocco nell'ex regno del benessere

Lunedì 17 Maggio 2021 di Stefano Rispoli
Uno dei ragazzini che si è intrufolato nell'edificio fatiscente dell'Extasy

ANCONA - Shopping a scrocco nel capannone della vecchia Extasy, con tanto di carrello al seguito. Chissà cosa pensavano di trovarci, là dentro, i tre ragazzini, all’apparenza minorenni, che sabato pomeriggio si sono presentati nel mega complesso fatiscente di via Scataglini, alla Baraccola, da quasi dieci anni emblema di degrado. Dalla foto scattata da un passante si vede uno dei tre giovani entrare nella struttura abbandonata, con un carrello del supermercato. 

 

 

 
Non è chiaro che cosa volesse fare insieme agli amici: se l’obiettivo era rubare qualcosa, beh, saranno rimasti delusi. Nell’ex regno del fitness ormai non c’è più nulla da portar via: è stato saccheggiato in lungo e in largo da ladruncoli, vandali, clochard. Col tempo sono spariti perfino gli attrezzi da ginnastica e alcuni tapis roulant dai locali della vecchia palestra. C’è chi si è portato a casa piatti e pentole dall’ex ristorante cinese, chi ha puntato su poltrone e arredi da ufficio. I ladri di rame hanno fatto man bassa di quadri elettrici e cavi. L’ultimo baluardo di normalità era rappresentato dall’ufficio postale, ma pure quello ha chiuso tempo fa, dopo un colpo da 100mila euro messo a segno nel marzo 2019 da una banda di rapinatori che si erano calati dal tetto per arrivare fino al caveau. 
D’altronde, intrufolarsi in questo tempio del degrado, a proprio rischio e pericolo, è molto semplice: ci sono porte che nemmeno si chiudono più. E allora, non c’è da stupirsi se, in tempi di post-lockdown, per provare un brivido i ragazzini si divertono a perlustrare i meandri di questo capannone dimenticato che sembra uscito da un film horror. Non si rendono conto, però, che da un momento all’altro potrebbe venire giù tutto: è assurdo che ancora nessuno abbia pensato di mettere in sicurezza ciò che resta dell’Extasy, oggetto di una battaglia legale infinita tra il suo proprietario, Roberto Busco, e il Comune di Ancona. Il complesso da 15mila mq fu sequestrato nel 2012, a distanza di 7 anni dall’inaugurazione perché il Comune contestava la destinazione ad uso commerciale di alcune parti della struttura e presunte carenze sui permessi antincendio e di agibilità. Dopo una serie di ricorsi e contro-ricorsi al Tar, a gennaio il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Comune, condannandolo a risarcire, per ora, solo le spese legali. Ma Busco non rinuncerà a proseguire la causa ancora in corso per un maxi risarcimento da 11 milioni di euro. 

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 09:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA