«Arbitro t'ammazzo» e poi la testata, dopo la squalifica arriva anche il Daspo: allenatore un anno senza stadio

Il questore Cesare Capocasa
Il questore Cesare Capocasa
di Stfeano Rispoli
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Domenica 23 Gennaio 2022, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 16:34

ANCONA - Le proteste, la corsa in campo, le minacce. Poi, in un blackout della ragione, la testata all’arbitro, finito all’ospedale. Per quel momento di follia aveva già pagato con una squalifica record di 3 anni, ridotta a 2 dalla Corte sportiva d’Appello, più 500 euro di ammenda. Adesso arriva anche la punizione del questore: Daspo di un anno. Tradotto: divieto d’accesso a tutti i luoghi del territorio nazionale dove si svolgono manifestazioni sportive di calcio di qualsiasi categoria, organizzate dalle federazioni sportive o da enti e organizzazioni riconosciute dal Coni

I fatti

Il provvedimento è stato emesso ieri a carico dell’ormai ex allenatore della Futsal Sangiustese, squadra di Monte San Giusto, dopo i tafferugli avvenuti sul parquet del PalaGalizia di Filottrano, lo scorso 5 novembre, durante la partita di calcio a 5 (serie C2) contro la Nuova Ottrano ‘98. Al minuto 11 del secondo tempo il tecnico ospite era scattato dalla sua panchina per entrare nel rettangolo di gioco e correre con fare minaccioso verso il direttore di gara. Protestava per la mancata ammonizione di un giocatore avversario, dopo un intervento ruvido. Prima il battibecco, poi la minaccia-choc («Io ti ammazzo», avrebbe urlato). Quindi, alla vista del cartellino rosso, avrebbe rifilato «una forte testata allo zigomo sinistro» dell’arbitro che, spaventato e dolorante, ritenendo non ci fossero più le condizioni per proseguire l’incontro, ha fischiato la fine anticipata, per poi rifugiarsi negli spogliatoi, assistito da giocatori e dirigenti di entrambe le società.

L’appello 

La Sangiustese (punita con la sconfitta a tavolino) aveva preso subito le distanze dall’allenatore, esonerandolo a poche ore dal fattaccio. L’arbitro, invece, era stato accompagnato all’ospedale di Civitanova, da cui era stato dimesso con due giorni di prognosi. Il trainer a dicembre ha presentato ricorso contro la squalifica perché, alla vista del cartellino rosso, «ritenuta non giusta la sanzione, continuava a protestare in maniera animata, dovuta sicuramente ad uno scatto d’ira, ed accerchiato da persone che cercavano di allontanarlo, precisamente i giocatori della propria squadra, arrivava ad avere un lieve contatto fortuito con il direttore di gara, accaduto nel solo tentativo di divincolarsi». La Corte sportiva d’Appello, pur riconoscendo la condotta violenta, ha parzialmente accolto il ricorso, riducendo la squalifica di un anno: ad ogni modo, il tecnico potrà tornare ad allenare solo dal 1° gennaio 2024. Ma per effetto del Daspo emesso dal questore Cesare Capocasa (il decimo dal suo arrivo ad Ancona), dovrà restare lontano dai campi sportivi per tutto il 2022. 

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