ANCONA - Durante il turno di lavoro l’avevano insultata, le era stato strappato il reggiseno davanti a tutti e si era beccata anche gli sputi. La parcheggiatrice di Portonovo Cristina Bartoli il 2 giugno aveva subito una pesante aggressione da parte di un malintenzionato che si trovava a bordo di un suv insieme alla moglie. «Tu non sai chi sono io, vengo da Ostia» le aveva detto con tono minaccioso l’uomo di 52 anni denunciato dai carabinieri per violenza privata, percosse e minaccia insieme a sua moglie 34enne.
La svolta
Grazie al traffico della baia è stato possibile incastrare definitivamente la coppia romana protagonista dell’episodio choc avvenuto ai Laghetti di Portonovo.
Parole risuonate nelle orecchie del laziale come una sfida. Così, mentre la moglie inveiva contro il parcheggiatore, lui avvicinava la vittima sbraitandole contro minacce e insulti e provando anche a tirarle un calcio. Prima di scappare in auto, la vittima aveva raccontato che l’uomo le aveva anche strappato la t-shirt e il reggiseno.
L’aveva chiamata prostituta e poi era risalito sul mezzo sfrecciando via a tutta velocità. Nella concitazione del momento nessuno era riuscito a prendere il numero di targa ma, grazie alle minuziose indagini dei carabinieri del Poggio, alla fine i volti e le identità dei due responsabili sono stati scoperti. I militari hanno acquisito le immagini prodotte da tutti gli impianti di video-sorveglianza presenti nella zona, anche dei privati e hanno battuto palmo a palmo tutti i locali pubblici e i ristoranti alla ricerca anche del più piccolo indizio. Sono stati sentiti diversi testimoni che hanno assistito a quella scena e, infine, sono stati messi insieme tutti i pezzi del puzzle, arrivando finalmente all’identificazione degli aggressori. In uno dei frame si notava chiaramente una potente Audi Q8 pienamente compatibile con le descrizioni raccolte.
La targa
Il caso ha voluto anche che in uno dei video fosse visibile la targa del mezzo costretto a fermarsi per qualche secondo a causa del traffico intenso in baia durante un giorno festivo. Così, estrapolando quel frame, è stato facile risalire al proprietario e alla compagna. Sono state acquisite alcune loro fotografie, che i militari hanno così fatto vedere alla vittima e agli altri testimoni. I due aggressori sono stati quindi riconosciuti: la coppia, inchiodata alle proprie responsabilità dalle evidenze raccolte, è stata denunciata per i reati di violenza privata, percosse e minaccia.
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