Torrette, la terapia intensiva rompe gli argini: 21 posti occupati sui 19 per casi Covid

Sabato 21 Novembre 2020 di Maria Cristina Benedetti
Torrette, la terapia intensiva rompe gli argini: 21 posti occupati sui 19 per casi Covid

ANCONA  - La terapia intensiva di Torrette ha rotto gli argini: 21 posti occupati sui 19 a disposizione dei casi Covid. Un indicatore preciso, incontrovertibile: agli Ospedali Riuniti il punto di saturazione non è più solo un timore. Ma realtà. Ieri il computo dei contagiati dal virus, sistemati nei vari reparti, si è alzata a quota 105. Due in più rispetto al giorno precedente.

 

 

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Non c’è più un posto convertibile in subintensiva; il padiglione di Malattie infettive è pieno da settimane; il reparto Cov-4, al sesto piano della palazzina dove sorgerà il nuovo Salesi, è esaurito da giorni. Niente tregua neppure nelle aree-limbo. L’Osservazione breve intensiva era piena come sempre, con 11 posti su 11 impegnati. Nel pomeriggio al pronto soccorso c’erano quattro persone in attesa. 


Un viaggiare al limite che non ha potuto sfruttare neppure la valvola di sfogo della Residenza Dorica, alla Baraccola. Avrebbe dovuto aprire ieri ai positivi meno gravi in uscita da Torrette. Ma niente, per motivi organizzativi interni è stato tutto rimandato. La struttura medicalizzata, gestita dal gruppo Kos, metterà a disposizione 43 letti in virtù dell’intesa siglata la scorsa settimana tra Regione e cliniche. Il rinvio di quella che dovrebbe essere la messa in pratica di una sinergia pubblico-privato, per evitare il collasso del sistema sanitario, arriva proprio nella giornata dedicata agli Stati Generali. Due ore e più di confronto con i manager e i vertici dell’ospedale - la triade Caporossi, Maraldo, Pasqualetti - il rettore dell’Università Politecnica Gian Luca Gregori, il preside di Medicina Marcello D’Errico e l’assessore regionale alla Sanità. Nessuna scintilla, ma unità d’intenti con Filippo Saltamartini che ha esaltato il ruolo di quella cittadella sanitaria: non Ospedali Riuniti di Ancona, ma piuttosto delle Marche. Tutte. Tradotto: la struttura deve difendere con i denti il suo ruolo di alta specialità. L’esponente del governo ha ribadito una promessa già fatta: impegnarsi per far modificare i limiti giuridici che bloccano i piani d’assunzione.


Due ore e più di confronto online, con quindici medici che hanno chiesto la parola per dar voce alle trincee della loro quotidianità, mentre i numeri della pandemia non rallentano la corsa. Sono 512 le positività al Coronavirus rilevate nelle ultime 24 ore nelle Marche su un totale di 3.367 tamponi: il numero più alto di casi, fa sapere il servizio sanità della Regione, si è registrato in provincia di Macerata (158), segue quella di Ancona (145). Un bilancio listato a lutto: quattro uomini e tre donne, tra i 70 e i 94 anni, tutti con patologie pregresse, sono le ultime vittime di quest’emergenza. Una di loro è una 87enne di Sassoferrato. 


Onde dello stesso mare. Che talvolta si quieta. Nel bilancio a perdere della pandemia, c’è anche una nota che all’incontrario a va. Il rientro a scuola, ieri, per le bambine, i bambini, gli insegnanti e il personale della scuola dell’infanzia «Gianni Rodari» di Moie di Maiolati Spontini. Un prezioso ritorno alla normalità dopo la chiusura, per quarantena, stabilita il 7 novembre scorso dal sindaco Tiziano Consoli. Blindò l’intero plesso scolastico. Una bella notizia al quadrato. Perché ad attendere maestri e bimbi c’era il regalo della Icam di Moie: l’imprenditore Walter Vitali ha bonificato tutti gli ambienti a proprie spese. «Un gesto che dimostra grande sensibilità e generosità: un senso di comunità che acquista ancora più valore in un momento difficile come quello che stiamo vivendo», ha ringraziato il sindaco. Degno controcanto.

 

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