Il tariffario dei certificati-bluff: «Dall’anno nuovo, 500 euro». Emanuele Luchetti stava per aumentare il prezzo. Attesa per l’interrogatorio

Il tariffario dei certificati-bluff: «Dall anno nuovo, 500 euro». Emanuele Luchetti stava per aumentare il prezzo. Attesa per l interrogatorio
Il tariffario dei certificati-bluff: «Dall’anno nuovo, 500 euro». Emanuele Luchetti stava per aumentare il prezzo. Attesa per l’interrogatorio
di Federica Serfilippi
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Giovedì 13 Gennaio 2022, 03:10 - Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 08:43

ANCONA  - Oggi alle 9 e 30 Emanuele Luchetti, il falsario dei vaccini, è atteso dall’interrogatorio di garanzia davanti al gip Carlo Masini, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare per i reati di peculato, corruzione, falso ideologico e istigazione alla corruzione. Per gli altri quattro arrestati, tutti ai domiciliari, l’appuntamento con il giudice è per lunedì prossimo. Un repentino cambio di programma per l’infermiere che simulava iniezioni ai No Vax in cambio di tangenti.

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A quest’ora, a sentire i suoi progetti, avrebbe dovuto cambiare passo, aumentando la tariffa. Il 23 dicembre scorso, parlando con Carlo Miglietta, l’odontoiatra che si è finto suo complice, l’infermiere confida l’intenzione per l’anno che verrà: alzare il tiro per i vaccini bluff, chiedendo 500 euro, ed estromettere dal piano uno dei quattro presunti procacciatori. Luchetti, non sapendo che il medico registrava tutto, dice: «Volevo rallentà con i rumeni», «È n’attimo se non c’è un po’ de selezione. Invece con Daniele è tutto, capito, cioè professionista, roba fatta bene».

E ancora: «voglio lavorà con Daniele, perché con la romena non ce se guadagna»; «se ogni volta che me viene lei, gli do 50 euro, ogni volta, a persona. Quanto ce ne rimane a noialtri, non ce rimane un c…». La romena sarebbe, per gli investigatori, Daniela Maria Zeleniuschi, dipendente di un supermercato delle Brecce Bianche, e Daniele è il ristoratore civitanovese Mecozzi. Entrambi, accusati di fare da tramite tra i No vax e l’infermiere, sono ai domiciliari.


Alla Zeleniuschi, Luchetti imputerebbe un guadagno irrisorio e anche un po’ di confusione, tanto che il 18 dicembre la romena avrebbe inviato all’infermiere due amiche. Una doveva vaccinarsi realmente e una no: «Non poi mette una bona con una cattiva… non va bene». Sempre le parole di Luchetti: «gli ho detto, alzi a 400 e allora potemo un attimo ragionà, o sennò chiudemo»; «Io ho problemi, con Daniele invece me so trovato pulito, vado su, so andato a Civitanova, avanti e dietro, faccio quello che devo fa, è tutto pulito. Abbiamo preso un cellulare che è pulito. Professionisti. E li se fa il discorso, perché è quasi tutte libere professioni».

Il racconto del viaggio a Civitanova, dove Mecozzi gestisce un ristorante: «M’ha fatto vedè cosa vole fa, i campi da paddle... «eh co’ sta gente se po’ lavorà, col resto…». E poi il proposito per il 2022: «Da anno novo portamo tutto a cinque». Ossia, da quanto è stato possibile capire, 500 euro. La stessa cifra che, a testa, avrebbero dovuto pagare quattro insegnanti che, alla fine, non si sono presentati all’hub del Paolinelli. A mandarli, stando all’infermiere, sarebbe stato l’avvocato Gabriele Galeazzi, anche lui ai domiciliari: «A me ha tirato il c… di questi qui dell’avvocato Galeazzi» dice Luchetti, rammaricandosi per la mancata presentazione e il mancato guadagno di 2mila euro. 

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