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C'è una scadenza precisa: il 15 maggio a Torrette trasloco obbligato per il centro vaccinale

C'è una scadenza precisa: il 15 maggio a Torrette trasloco obbligato per il centro vaccinale
C'è una scadenza precisa: il 15 maggio a Torrette trasloco obbligato per il centro vaccinale
di Maria Cristina Benedetti
4 Minuti di Lettura
Domenica 18 Aprile 2021, 07:58

ANCONA  - In diciassette pagine di determina c’è un prima, di emergenza stretta, e un dopo per ricostruire. Un passaggio obbligato che si esplica nel titolo del documento: “Integrazione e modifica del piano pandemico aziendale”. È tracciata la mappa del riassetto dell’offerta di posti letto Covid a Torrette. Perché ieri, alle 10, al pronto soccorso i contagiati in attesa erano zero; il giorno prima su 160 passaggi solo nove erano i sospetti positivi. La traiettoria discendente suggerisce i capitoli di quel lungo e dettagliato atto pubblico.

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«Una volta terminato il trasferimento dei pazienti ricoverati nella terapia intensiva in Cov6B e sanificati gli spazi - è scritto - le sale operatorie 15, 16 e 17 potranno essere recuperate e utilizzate per una normale attività». Il dopo parte da qui. E nel tratteggiare questo scenario prospettico il dg Michele Caporossi esprime la sua «profonda gratitudine per ciò che è stato fatto». Sottolineando, alla riga successiva, «la necessità di impiegare ora le energie nella campagna vaccinale». 

C’è una priorità su tutte: concludere la profilassi delle categorie estremamente fragili, in cura all’ospedale regionale. Finora hanno ricevuto la prima dose in 5mila, altri 1.400 sono coloro che arrivano dal distretto 7 dell’Area vasta 2, la zona di Ancona. La seconda necessità è incisa in una data: 15 maggio. È il giorno della riconsegna dei due ambulatori, organizzati al quinto piano del corpo C, nell’area ancora vuota destinata al centro Nemo, eccellenza per la cura delle malattie neuromuscolari.

Per il nuovo punto vaccinale due sono le ipotesi: salire al sesto piano oppure trasferirsi in un locale a Collemarino. Quel che è certo: si continuerà a marciare al ritmo di 400 somministrazioni al giorno. Quel che è sottinteso: Torrette potrebbe divenire una solida spalla per la Regione che vorrebbe passare dalle 10mila alle 15mila vaccinazioni al giorno. A mappare il percorso compiuto fin qui è Antonello Maraldo. «Lo sforzo organizzativo che s’è reso necessario ha coinvolto tutto l’ospedale».

Il direttore amministrativo riordina i fattori: non esisteva un elenco dei fragili, quindi per individuarli, nel rispetto della legge, contarli e convincerli a scegliere la strada dell’immunizzazione sono stati coinvolti tutti i reparti. Medici e infermieri hanno cercato dettagli utili nelle cartelle cliniche, negli archivi.
«Poi - Maraldo dà spessore all’impegno - sono stati contattati telefonicamente tutti, uno a uno». I tre amministrativi, che erano stati assunti per il numero verde Covid, sono stati dirottati sulla nuova missione. E per integrare o sostituire i venti che gravitano intorno al centro vaccini sono stati indetti due bandi. Al primo, rivolto ai pensionati, hanno risposto quattro medici e altrettanti infermieri. Al secondo, per medici specializzandi del primo o secondo anno o laureati non ancora iscritti alle scuole di specializzazione, hanno risposto in 150. Ne verranno presi cinque. E da domani entreranno in servizio altre cinque figure destinate, direttamente dal commissario straordinario Figliuolo, all’operazione-Torrette. «Si sono create le condizioni e il know how per continuare a essere al servizio della compagna vaccinale finché la Regione ce lo chiederà». Il dopo per ricostruire. 

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