Danni e scritte: i baby bulli no vax all'assalto della palazzina viola vicino al centro per i tamponi

Danni e scritte: i baby bulli no vax all'assalto della palazzina viola vicino al centro per i tamponi
Danni e scritte: i baby bulli no vax all'assalto della palazzina viola vicino al centro per i tamponi
di Stefano Rispoli
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Venerdì 14 Gennaio 2022, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 15:06

ANCONA - Hanno usato della vernice rossa per gridare al mondo la loro contrarietà al vaccino. Non è un caso che abbiano imbrattato proprio la colonna davanti all’ingresso della farmacia “Flaminia” di Torrette. Hanno puntato sull’effetto scenografico: il candore del porticato macchiato dai loro convincimenti, qui dove ogni giorno decine di persone salgono sul camper dei tamponi nella speranza di non aver contratto il Covid o di essere guariti. «No Green Pass», hanno scritto i bulli no-vax, armati di bomboletta spray, molto probabilmente gli stessi che negli ultimi giorni hanno ricoperto di scarabocchi, graffiti insensati e insulti alla polizia l’intero centro commerciale di Torrette, il “palazzo viola” com’è stato ribattezzato dai residenti. 

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Il degrado 

Un regno del degrado, dal quale i commercianti scappano a gambe levate e dominato da una baby gang autoctona, arrivata a distruggere a mattonate la vetrata di un ex ambulatorio, forse in cerca di qualcosa da rubare. Accanto al manifesto dei vandali no-vax, comparso mercoledì, il dottor Pierfrancesco Rossi, titolare della farmacia di Torrette, ieri ha affisso un foglio bianco a cui ha affidato le sue riflessioni: «Dove sta il senso civico nel rifiutare a prescindere e imbrattare muri per esprimere la propria opinione?». Con la stessa vernice rossa è stata imbrattata anche un’altra colonna, dalla parte opposta, accanto all’ingresso del supermercato: identico il contenuto del messaggio, che mette nel mirino il lasciapassare verde. La mano - il sospetto è forte - è quella di ragazzini terribili che da tempo hanno fatto del palazzo viola il loro quartier generale. Non c’è parete che non sia stata deturpata negli anni, anche se i raid si sono concentrati negli ultimi giorni. 

«Durante le vacanze di Natale qui era un delirio, c’è paura a tornare a casa la sera», racconta la dipendente di una delle poche attività superstiti di questo edificio assalito dal degrado. Chi può scappa. E infatti, uno dietro l’altro stanno chiudendo tutti i negozi. In controtendenza il Comune, che qui ha deciso di investire per dar vita al nuovo centro giovanile di Torrette, la cui sede precedente è stata chiusa per problemi di agibilità: i lavori di adeguamento funzionale del piano terra e del primo piano sono in corso, anche se si sarebbero già dovuti concludere il 3 gennaio scorso. 

Le incursioni 

La speranza è che il nuovo centro giovanile possa attrarre e tenere occupati i ragazzi del quartiere, in balia della noia che si traduce in atti di teppismo urbano. Hanno ridotto il palazzo viola in un luogo dell’orrore, una maxi lavagna su cui hanno dato libero sfogo, a colpi di vernice-spray, alla loro subcultura. Rivendicano con fierezza il senso d’appartenenza al quartiere (“Torrettani anconetani”), si autodefiniscono “Young Turris Stars”, giovani stelle di Villa Turris, la piazzetta su cui si affaccia la chiesa. Lanciano attacchi diretti ai “Cops”, alla polizia, con l’immancabile acronimo Acab, ammesso e non concesso che conoscano significato e origini di una sigla che incarna lo spirito di ribellione giovanile. Lanciano perfino una funesta profezia sulla Regina Elisabetta per il 2022. Fatto ancor più grave, hanno vandalizzato ogni cosa. Hanno abbattuto le paratie e le reti metalliche che erano state erette per impedire ai giovani di accedere ad una sorta di anfiteatro che dà sulla strada, dove in passato si è assistito a scene di spaccio e al lancio di sassi sulle auto. Hanno perfino infranto a mattonate la vetrata di un ex studio medico, dove sono entrati forse in cerca di qualcosa da rubare o di un rifugio in cui appartarsi per sballarsi di alcol e di fumo. Ora l’amministratore di condominio sta pensando di installare dei cancelli per consentire l’accesso al centro commerciale ai soli autorizzati. Chissà se basterà a fermare i bulli no-vax. 
 

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