Marito e moglie uccisi dal Covid in due giorni: Giovanni e Maria Luisa uniti anche nell'addio

Martedì 30 Novembre 2021 di Teodora Stefanelli
Marito e moglie uccisi dal Covid in due giorni: Giovanni e Maria Luisa uniti anche nell'addio

ANCONA - Una vita trascorsa mano nella mano, sempre con il sorriso sul volto e con la voglia di vivere. Uno spirito che hanno condiviso fino all’ultimo giorno insieme. Così si può riassumere la vita di Giovanni Toppi e di sua moglie Maria Luisa Fagioli, coppia di anconetani scomparsi ad un giorno di distanza l’uno dall’altro. Lui è morto sabato 27 all’età di 90 anni e lei, un anno in meno, si è spenta domenica 28 novembre. Entrambi erano ricoverati da qualche tempo in seguito a complicanze di salute che poi si erano aggravate ancor di più con l’insorgere del Covid.

Madre e figlia positive al Covid al pronto soccorso. La donna ricoverata, la bimba da una amica. «Tranquilla, ci vediamo presto»

 

Giovanni era ricoverato all’ospedale geriatrico dell’Inrca mentre Maria Luisa, per tutti Mariola, si trovava a Torrette. Ieri pomeriggio alle 15 si sono svolti i funerali nella chiesa parrocchiale di S.Michele Arcangelo, al Pinocchio. Tante le persone venute a dare l’ultimo saluto ai coniugi. Il parroco ha celebrato la messa funebre davanti alle due bare vicine. Purtroppo i figli Andrea, Gabriele e Barbara non hanno potuto partecipare perché costretti a casa in quarantena. Un addio silenzioso ma non in solitudine. Sull’altare, infatti, sono saliti gli amici di famiglia che hanno letto i ricordi scritti dai tre figli e dai nipoti della coppia: «Nel mese di luglio - scrivono i figli - sono cominciati ad insorgere dei problemi di salute per papà e ad ottobre mamma ha avuto un infarto. In pochi mesi la situazione è precipitata e siamo stati catapultati in una nuova realtà. Entrambi erano ricoverati nello stesso reparto ma, nel frattempo, noi abbiamo iniziato ad essere positivi al Covid e così non potevamo vederci se non con le videochiamate. Impauriti, nel pieno di una tempesta, abbiamo dovuto affrontare tutto questo. A nostre spese abbiamo imparato che in questa vita non siamo padroni di niente e, allo stesso tempo, abbiamo sentito la grande vicinanza di tante persone che ci vogliono bene». Un altro ricordo commosso è stato quello della nipote Chiara: «Nonna Mariola è una che, come si dice, ne vuole poche. Se le facessi una sviolinata oggi le farei uno sgarbo. Vedo più questo momento come una festa d’addio, uno di quei momenti in cui si saluta qualcuno che parte per un lungo viaggio. Mi dispiace solo di non averti aiutato a preparare la valigia. A nonno voglio dire che, se mai ci sarà una banda in paradiso, lui sarà senz’altro il direttore». A ricordare l’immensa passione di Giovanni per la musica anche la direttrice del coro lirico marchigiano “V.Bellini”: «Aveva un voce meravigliosa e quando noi giovani siamo entrati nel coro è stato il primo a dispensarci consigli e aiuto. Si è esibito sui palchi delle stagioni liriche più prestigiose. Lo vogliamo ricordare per il suo grande talento e per la generosità». Di Maria Luisa lo stesso parroco del Pinocchio ha ricordato le attività che svolgeva per i meno fortunati, la sua voglia di aiutare e così, proprio com’era nello spirito della donna, le offerte della messa funebre sono state donate ai poveri della parrocchia.

 

Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 08:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA