Code, caos e polemiche all'hub vaccinale per l'assalto dei non prenotati: «Aiuto, mi scade il Green pass»

Martedì 4 Gennaio 2022 di Stefano Rispoli
Code, caos e polemiche all'Hub vaccinale per l'assalto dei non prenotati: «Aiuto, mi scade il Green pass»

ANCONA - Code, caos e tensione al Paolinelli, preso d’assalto da un plotone di non prenotati, in buona parte persone che tentano di anticipare la seconda dose o il booster perché il Green pass è in scadenza. Dal 1° febbraio, infatti, la validità del certificato verde rilasciato al termine del ciclo vaccinale primario o del richiamo si ridurrà da 9 a 6 mesi, mentre dal 10 gennaio il booster potrà essere somministrato con un intervallo minimo ridotto a 4 mesi dalla seconda dose.

 

E sempre dal 10 gennaio l’obbligo del Super Green pass (rilasciato a chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino o è guarito dal Covid) sarà esteso ai mezzi di trasporto e a tutte le attività, con esclusione del lavoro e delle lezioni all’università. 

La corsa all’iniezione

La temuta corsa al vaccino, prevista al rientro dalle festività natalizie, si è puntualmente materializzata. Tensione alle stelle all’hub del Paolinelli, dove si viaggia a un ritmo di 1200 iniezioni al giorno (631 soltanto ieri mattina) che, però, non bastano a soddisfare tutti perché alle centinaia di prenotati si mescolano decine di persone che, preoccupate per la scadenza del Green pass, si presentano senza appuntamento o cercano di anticiparlo, come in un assalto ai forni di manzoniana memoria. Per far fronte alla situazione sono state allestite due file, una delle quali dedicate ai non prenotati: c’è chi è rimasto in coda per oltre 4 ore nella speranza di essere ricevuto. Alcuni ce l’hanno fatta, dopo un’attesa estenuante, altri hanno gettato la spugna. «Sono qui dalle 10 del mattino, non me ne vado finché non mi fanno entrare», protestava ieri alle 14 una signora che non può aspettare l’iniezione fissata per metà febbraio. «Devo anticiparla a tutti i costi, non ho alternative: sta per scadermi il Green pass e rischio di non poter più andare al lavoro». I volontari dell’hub alla Baraccola compiono uno sforzo enorme per gestire la situazione, ma tenere a bada gli animi bollenti non è facile. 

La ressa

Alle 14, quando è stato riaperto il centro dopo un’ora di pausa e la gente in fila occupava quasi l’intero parcheggio, si è sfiorata la zuffa tra chi aveva un appuntamento - e ha sempre avuto la priorità - e chi, pur senza prenotazione, voleva entrare a tutti i costi, tentando di saltare la coda e intrufolarsi con la forza: sono volati spintoni, insulti, accuse. Alla fine, ha prevalso il buon senso: in base al numero di dosi eccedenti, i medici hanno consentito l’accesso a parte dei non prenotati, con precedenza per minorenni e prime dosi, fermo restando che insegnanti, operatori sanitari e agenti delle forze dell’ordine non hanno bisogno di concordare preventivamente un appuntamento. È un caos generalizzato, anche in provincia: a Jesi, nel punto vaccini dell’ex circoscrizione San Francesco, ieri mattina c’era un centinaio di persone senza prenotazione in coda. Dopo un’attesa snervante, alcuni sono stati ricevuti, molti altri invece sono stati invitati a tornare in un secondo momento, ma senza la garanzia di poter ricevere il vaccino. 

 

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