Raid no-vax, solo ombre incappucciate nei video: si indaga anche sulle spycam private

Raid no-vax, solo ombre incappucciate nei video: si indaga anche sulle spycam private
Raid no-vax, solo ombre incappucciate nei video: si indaga anche sulle spycam private
di Stefano Rispoli
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Mercoledì 6 Aprile 2022, 04:40

ANCONA - La propaganda sovversiva dei No-Vax ha lasciato il segno: metri e metri di scritte deliranti realizzate con vernice rossa che hanno tappezzato l’ingresso della sede regionale della Cgil in via 1° Maggio, la facciate esterne dell’hub vaccinale del Paolinelli e il perimetro del polo universitario di Monte Dago.

 

Tutto in una notte, a quanto pare: quella tra domenica e lunedì. La polizia scientifica è impegnata ad acquisire le immagini della videosorveglianza: quelle della Cgil, che ieri ha sporto denuncia contro ignoti per l’imbrattamento delle vetrate e il danneggiamento di alcune colonne del porticato all’ingresso, hanno inquadrato due persone che, con un cappuccio in testa e una mascherina sul volto, armate di bombolette spray, hanno dato sfogo alla loro ideologia No Vax, deturpando la sede regionale del sindacato con scritte che condannano la “dittatura sanitaria” e inneggiano alla libertà, ma pubblicizzano anche un canale Telegram divenuto punto di riferimento per migliaia di complottisti di tutta Italia. Non mancano insulti al premier Draghi e al sindaco Mancinelli, definiti “nazisti”, così come i sindacati. La Digos coordina la caccia ai writer scatenati: il problema è che le telecamere, fin qui, non hanno offerto assist. Nelle immagini davanti alla Cgil si vedono solo un paio di ombre, secondo gli investigatori. Nessuna ripresa, per ora, davanti al Paolinelli e al polo di Monte Dago. Si spera in un aiuto delle spy cam private. L’indagine è anche di carattere informatico, concentrata sui social e sugli scambi di messaggi nelle chat. Stando al contenuto delle scritte, al colore della vernice e alla calligrafia, gli inquirenti hanno il fondato sospetto che i tre assalti siano riconducibili alle medesime persone che potrebbero essere entrate in azione simultaneamente, proprio come è avvenuto nelle scorse settimane in molte città italiane. Tutti gli imbrattamenti, infatti, recano una firma: una doppia “V” cerchiata di rosso che farebbe riferimento ad un sistema di propaganda che poggia su gruppi Telegram, dove vengono rilanciate senza soluzione di continuità teorie complottiste No Vax e fake news sui vaccini. Un terreno digitale in cui proliferano i cosiddetti “guerrieri” che combattono contro la presunta “dittatura sanitaria”, contestano l’obbligo vaccinale e sposano teorie cospirazioniste, riconoscendosi appunto sotto il simbolo della “W” rossa inscritta dentro un cerchio.

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