Covid, al Salesi neonato in rianimazione. Ospedale sotto pressione, crescono i ricoveri. Ed è polemica per il blocco delle ferie

La terapia intensiva del Salesi
La terapia intensiva del Salesi
di Maria Cristina Benedetti
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Venerdì 7 Gennaio 2022, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio, 08:44

ANCONA - Non si allenta la pressione sul Salesi. Sono dieci i ricoveri Covid tra area pediatrica e ostetricia. Due in più di ieri. Un neonato di Pesaro è sotto osservazione in rianimazione. Da inizio pandemia, è l’allarme ribadito dagli Ospedali Riuniti, «per la prima volta siamo prossimi alla saturazione». Mercoledì s’è strabordato, occupando tre letti di Malattie infettive. Le corsie tornano a farsi trincee sanitarie.

 

A Torrette si continua a viaggiare su un filo, fin troppo teso: 28 sono i contagiati in Malattie infettive, 11 quelli che occupano i letti di semintensiva dove, dopo il trasferimento di pazienti in ventilazione assistita non invasiva, ne è rimasto libero uno. Quindici sono in rianimazione, 12 dei quali senza copertura vaccinale come due dei tre positivi in attesa di ricovero al pronto soccorso. La raffigurazione plastica del filo troppo teso che oggi si tenterà di allentare con l’attivazione di altre quattro terapie intensive. 


Il rovescio della medaglia, di urgenze e di cure per arginarle, è il blocco delle ferie per medici, infermieri e operatori sanitari. Un provvedimento che ha lasciato pochi margini di reazione: firmato mercoledì è operativo da ieri. L’impennata dei contagi e la progressione dei ricoveri è la logica che ha mosso la direzione medica. Un criterio che Raffaele Miscio, della Fp Cisl di Ancona, non lascia passare. No. «È una decisione presa senza confronto». La sua reazione arriva a poche ore dall’ufficialità di quello stop forzato. «Il personale è allo stremo». Batte, come tutti, sul tasto delle nuove assunzioni. Subito segnala: «Non sono presenti graduatorie regionali per le ostetriche, per perfusionisti, tecnici di laboratorio e fisioterapisti». 


A 24 ore dalla doccia fredda tocca all’affondo del Nursind. «La dirigenza sanitaria e politica - attacca il segretario dorico Matteo Rignanese - non ha imparato nulla. I problemi si ripresentano identici, come le soluzioni messe in campo». Si fa voce di popolo: «Come sindacato degli infermieri stiamo ricevendo centinaia di proteste da parte dei professionisti che hanno cumulato straordinari per centinaia di ore e ferie oltre le tre settimane, a cui non è concesso di recuperare neanche due, tre giorni». Arriva, anche lui, al capitolo assunzioni. «Continuare a sprecare tempo per graduatorie a tempo determinato è inefficace, i colleghi hanno diritto al ruolo definitivo, stanchi di essere precari itineranti». La parola passa alla difesa. Ad Antonello Maraldo. Torna ad ammetterlo il direttore amministrativo: «È stata una scelta dolorosa, ma necessaria».

Ne ribadisce i dettagli: «Le ferie sono state garantite nel periodo estivo e in quello natalizio, sino a quando è stato possibile». Si arrende all’evidenza: «Trentasette sospesi, per mancato obbligo vaccinale, e 40 positivi non possono certo essere programmati». Fissa il punto di sintesi: «Sulla necessità di stabilizzare in ruolo certe figure, non solo infermieri, l’azienda è concorde e ha varato, a fine anno, un incremento di dotazione organica al vaglio degli organi tecnici regionali». Rigira la medaglia. 

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