Covid nelle aule dei più piccoli, 4 contagi: ecco gli istituti dove è scattato forte l'allarme

Lunedì 12 Ottobre 2020 di Maria Cristina Benedetti
Covid nelle aule dei più piccoli, 4 contagi: ecco gli istituti dove è scattato forte l'allarme

ANCONA  - Il virus riprende vigore, s’insinua tra i banchi dei più piccoli. Il bilancio d’una giornata che sarebbe dovuta essere di festa e di tregua segna la linea di demarcazione: alle De Amicis una bimbetta della seconda elementare è positiva; altri tre casi si segnalano alle medie di via Tiziano e di via del Conero.

 

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Il cambio di narrazione è netto: si abbassa l’età dei contagiati. Incontrovertibile. Come il fatto che da oggi, almeno tre classi dovranno piegarsi alla logica della quarantena. Tutti a casa, da dove si seguiranno le lezioni per 14 giorni, in attesa che il Covid allenti la presa. E l’effetto contatto moltiplica il contraccolpo dell’isolamento: costretti tra le mura domestiche anche tutti coloro che hanno avuto incontri ravvicinati, in classe e non solo. Maestri, prof, personale Ata, scolari e studenti: dal quartiere Adriatico alla Cittadella fino al Conero il contagio livella. 

Puntuale come ogni lunedì. Maria Alessandra Bertini stamattina caricherà sulla piattaforma web, implementata da ministero e Istituto superiore della Sanità, il primo caso di positività al Covid che fa sollevare il cartellino rosso nel suo dell’Istituto comprensivo, il Cittadella-Margherita Hack. «La comunicazione da parte dell’Asur è arrivata pochissimi minuti prima della sua telefonata». Per la preside, poco importa che sia domenica. 

Non si scompone e ripassa con la mente tutti i passaggi del protocollo-sicurezza. «Da domani (oggi, ndr) scatterà la quarantena per una classe che conta 23 studenti». Con le coordinate del caso si ferma qui. «Si tratta di una secondaria di primo grado, la privacy è d’obbligo». Nulla aggiunge che possa far risalire all’identità. Del ragazzo o della ragazza? «Mi perdoni, non insista», respinge al mittente con estremo garbo la domanda. Stempera il rigore con la cortesia: la formula ideale per governare un meccanismo complesso che ogni giorno fa muovere all’unisono 1.058 tra bambini e ragazzi, 110 docenti e i 40 del personale Ata. Torna al rituale di sicurezza. «Per questi studenti, che sono costretti a casa, sarà subito attivata la didattica digitale integrata». È un campo in cui la Bertini si destreggia con agilità. Più occasioni che insidie. 

«Lo scorso 5 marzo - rievoca i tempi bui dell’isolamento - chiuse tutt’Italia. Lo stop scattò dagli asili alle università, e noi del Cittadella-Margherita Hack già dal 7 eravamo attivi per l’insegnamento a distanza». Non risparmia i tecnicismi, la preside: «Ogni classe è dotata di Lim, la lavagna interattiva multimediale, e tutti gli studenti sono iscritti alla piattaforma e possiedono un account di Google Suite, che permette di accedere alle videoconferenze e ai contenuti digitali». Quel colosso della formazione, a un passo dai palazzi della Regione, ha tre sezioni Byod, Bring your own device. Tradotto: porta il tuo dispositivo, la tua tecnologia, a scuola. Come dire: qui l’innovazione è di casa, la pandemia l’ha solo rimarcato. 

Senza sgarrare, Maria Alessandra Bertini risponde all’appello e rientra nella statistica: 225 scuole su 236 - il 93,34% del totale delle istituzioni scolastiche della regione - hanno contribuito ad aggiornare il report. «È uno strumento efficace, se tutti rispondono puntualmente». Nel segno dell’operazione “trasparenza&sicurezza”, a inizio settimana ogni dirigente è chiamato a caricare su una piattaforma web la situazione sul fronte dei contagi. Studenti, prof, personale non docente, tutti insieme per uno scatto in tempo reale che finisce in rete. E se il 19 settembre erano 7 i casi di positività al Covid tra i prof (0,031%), allo step del 26 settembre la barra rimane immobile sulla stessa cifra. Alla stessa voce, e nell’identico arco temporale, gli studenti contagiati passano invece da 17 a 36; mentre il personale non docente da 5 a 4. Viaggiano a ritmo più sostenuto le cifre della quarantena. I professori passano da 30 a 65 casi, i non docenti da 9 a 14 e gli studenti da 190 a 393. Seguendo ancora l’andamento del rapporto, che è una prassi nazionale, si nota che se il 19 settembre le classi per le quali era sospesa l’attività didattica in presenza erano 15, il 26 dello stesso mese sono arrivate a 64. Lo stesso conteggio riferito ai singoli studenti si impenna da 65 a 1.061. 

Riavvolge il nastro la preside dell’Istituto comprensivo di via Tiziano. In attesa di aggiornare il dato sulla piattaforma, rilegge le puntate precedenti: «Fino alla settimana scorsa non avevamo positivi da segnalare». Niente, a parte tre ragazzi costretti alla quarantena perché entrati in contatto con dei contagiati. «Ma la scuola - ci tiene a precisare - era estranea ai fatti: quei contatti riguardavano persone provenienti dall’estero». Torna a dire, convinta: «Sì, il report è uno strumento utile. L’importante è che le informazioni date siano fedeli». Onore al merito. La Bertini mescola di nuovo rigore e cortesia, ma potenzia l’efficacia di quella miscela con una dose sostenuta di riconoscenza. «Devo ammettere che i ragazzi sono molto responsabili». Armati di mascherine e di santa pazienza, guai a tradire il rituale di sicurezza. La preside completa la formazione della sua squadra compatta nella battaglia al virus: «I prof indossano anche le visiere. Sempre». Raddoppia l’effetto, in virtù del quale afferma: «La scuola non può e non deve chiudere. Per il bene di tutti». Si alza un coro: presente.

 

Ultimo aggiornamento: 08:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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