Ancona, si chiude il congresso Pd
Cardoni-Dini, sfida all'ultimo voto

Susanna Dini e Giovanni Cardona
Susanna Dini e Giovanni Cardona
di Alessandra Camilletti
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Domenica 8 Maggio 2016, 05:30 - Ultimo aggiornamento: 16:25

ANCONA - Giovanni Cardoni vince a sorpresa al primo circolo, dove giocava in casa Susanna Dini, e si porta a otto passi dalla vittoria. Nei primi tre congressi ha messo insieme 21 delegati in vista della composizione dell’assemblea cittadina del partito: per essere il nuovo segretario del Pd deve arrivare almeno a 29. La sfidante - che contava proprio sul circolo in cui è scritta per tirare su i propri numeri - comunque tiene duro, con 16 delegati. Ma la rincorsa oggi sarà tutt’altro che facile, se non impossibile. Si gioca tutto questa mattina, nei circoli IV, V e sanità, che mettono in palio 19 delegati.

 

Sarà comunque caccia all’ultimo voto, anche se Cardoni canta già vittoria: «Penso che ormai sia fatta. Vediamo come andrà domani (oggi; ndr), ma certo la mia vittoria nel circolo dell’avversaria ha rotto l’equilibrio. Non me l’aspettavo. pensavo ad un pareggio e uno scarto di dieci punti è molto significativo». 

Dal canto suo, però, Dini non demorde: «Mi pare comunque un risultato positivo. Al di là del numero di delegati, su tre circoli sono sotto di 22 voti in termini assoluti contro tutto l’establishment del partito. Domani (oggi; ndr) vedremo. Alla fine forse sarà determinante il circolo sanità, su cui si è molto discusso». 

Resta il ricorso 
Sull’elettorato attivo e passivo del circolo sanità era stato presentato dai diniani il ricorso - poi respinto - che poteva addirittura far saltare la candidatura di Cardoni, oltre che il diritto di voto ai 46 iscritti al partito. L’area non ha presentato ulteriore ricorso, mentre di suo Cardoni ha annunciato opposizione ai garanti nazionali contro la riammissione dei 51 tesserati diniani sub judice (ma 25 non hanno neppure perfezionato l’iscrizione e quindi non votano).
Il peso dei big

Il vero congresso si è giocato ieri, tra i circoli primo e secondo, quelli dei big. Sono i circoli che più di altri pesano sulla bilancia congressuale. Al primo sono iscritti Valeria Mancinelli, Fabio Sturani, Pierpaolo Sediari, Diego Franzoni, Romana Mataloni, tra i sostenitori di Cardoni. E tra i supporter di Susanna Dini, l’onorevole Piergiorgio Carrescia, Michele Brisighelli, Andrea Biekar, Ezio Gabrielli. 

Tra i volti più noti del secondo circolo, Stefano Foresi, Fiorello Gramillano, Massimo Pacetti, Mariano Guzzini e il “partigiano Millo” Paolo Orlandini e di Maria Pia Fizzano, che ha sferrato l’attacco dell’ultimo giorno a Susanna Dini. Molto incide chi non va a votare. Nei primi tre circoli è già mancata una cinquantina di elettori. 

Certo è che a 37 delegati accumulati nei primi congressi, oltre la metà dell’intera assemblea, il nuovo segretario del Pd poteva essere già deciso e invece non è così. Ci sono due anime del partito che comunque pesano e che, se hanno fatto muro fin qui, dovranno da domani cominciare a ricostruire il partito. 

Le sfide di oggi
C’è ancora un giorno per votare. Ci sono tre circoli che devono esprimersi. Questa mattina sono chiamati ad esprimersi 179 elettori. Il quarto circolo si annuncia quello più combattuto. È il circolo di Massimo Mandarano, consigliere comunale sostenitore di Susanna Dini, come lei già presidente di circoscrizione. Ma è anche il circolo di diversi sostenitori noti di Cardoni, come il capogruppo Loredana Pistelli e il segretario cittadino uscente Pierfrancesco Benadduci. Il quinto circolo è quello di Bruno Bilò, Tommaso Fagioli e Silvano Bragaggia. E poi c’è proprio il circolo sanità, dove a giocare in casa è Giovanni Cardoni, ex primario, che lo coordina. Tra i volti noti, l’ex sindaco Renato Galeazzi. Circolo popoloso ma che può eleggere solo tre posizioni all’assemblea cittadina del partito: non essendo circolo territoriale, può esprimere delegati solo in base al numero dei propri iscritti e non anche in base ai seggi elettorali territoriali.

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