Cadute choc e slalom tra le auto: sentiero protetto e gradini a per azzerare i rischi a Mezzavalle

Cadute choc e slalom tra le auto: sentiero protetto e gradini a Mezzavalle
Cadute choc e slalom tra le auto: sentiero protetto e gradini a Mezzavalle
di Stefano Rispoli
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Domenica 31 Luglio 2022, 07:10

ANCONA - Le immagini dei turisti costretti qualche giorno fa ad abbandonare la spiaggia sul gommone dei vigili del fuoco, soccorsi come naufraghi su un’isola deserta, fanno riflettere. Possibile che nel 2022 non si sia ancora trovato il modo di rendere sicuro il sentiero di Mezzavalle?

È bastato un temporale per renderlo impraticabile e costringere 32 bagnanti a chiedere aiuto: non sapevano più come risalire a monte. Il tema della sicurezza torna di estrema attualità in una baia che da decenni non riesce a risolvere il problema dell’incolumità dei pedoni. 
Le soluzioni 
Il Comune agirà su due direttrici. Da un lato, ragionerà sulle soluzioni da attuare per rendere meno instabile lo stradello di Mezzavalle, dove solo quest’estate almeno 7 persone sono finite all’ospedale dopo rovinose cadute. Dall’altro, ha già affidato a un professionista l’incarico di redigere un progetto per prevedere un percorso pedonale nell’unica strada d’accesso a Portonovo. 
Il primo aspetto è stato affrontato in consiglio comunale, dove è stata approvata la mozione congiunta sottoscritta dalla maggioranza, dal M5S e dalla Lega, finalizzata ad impegnare sindaco e giunta a studiare, insieme al Parco del Conero, «la fattibilità tecnica di un intervento non invasivo capace di affiancare allo stradello tradizionale un’alternativa, per esempio dei gradini, nei tratti più critici e più in pendenza, in modo da garantire maggior sicurezza alle persone», ma anche «a chiedere al Parco del Conero di rendere ancora più chiare ed evidenti le precauzioni da prendere prima di percorrere lo stradello». Sì perché quella di Mezzavalle, ricorda Michele Fanesi, consigliere Pd, «è una delle spiagge più turistiche della zona e non è certo un bello spot il passaparola sulla scarsa sicurezza del percorso». Occorre trovare delle soluzioni per scongiurare la raffica di infortuni che, puntualmente, si ripete ogni estate. E poi c’è la strada di Portonovo. Stretta, tortuosa, pericolosa per i tanti che la percorrono a piedi o in bici e rischiano di essere falciati.
L’incarico 

Dal momento che non c’è verso di liberare una volta per tutte la baia dalle auto che la soffocano, il Comune ha affidato all’ingegner Omero Bassotti della società cooperativa Consultec l’incarico di redigere un progetto di regolarizzazione della carreggiata con la realizzazione di un percorso pedonale (lato mare) che colleghi la provinciale alla piazzetta, per evitare in futuro terribili incidenti come quello capitato nel giugno 2020 a una turista veneta, centrata in bici da un bus navetta. «Il progetto non dovrà essere impattante - spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Manarini -. Dovranno essere studiati sistemi di ingegneria naturalistica con un’analisi attenta dei materiali da utilizzare, consoni ad un luogo di grande prestigio paesaggistico. Per dire: non possiamo costruire semplici marciapiedi, ma dovremo realizzare delle apposite strutture, leggere e compatibili con l’ambiente circostante, sfruttando gli spazi esistenti o ampliando la carreggiata, senza cementificazioni». Il Comune finanzierà il progetto fino a 750mila euro. E l’antica mulattiera? Si è parlato a lungo della riapertura del vecchio sentiero per Portonovo, per il quale l’Amministrazione l’anno scorso aveva affidato l’incarico a un progettista. «Era una proposta interessante - spiega Manarini - ma entrava in conflitto con i beni naturalistici presenti e avrebbe comportato degli espropri, dunque tempi lunghi ed esiti incerti. Per questo ci siamo orientati sull’altra ipotesi: la realizzazione di un percorso pedonale a fianco della strada esistente». Più costosa (mezzo milione in più) ma più pratica.

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