«Il concorso all'ospedale è stato pilotato per favorire la fidanzata di un medico». La procura accusa primario e giovane collega

Mercoledì 14 Ottobre 2020

ANCONA - La Procura della Repubblica di Ancona ha notificato l'avviso della conclusione delle indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria nei confronti di due medici in servizio presso gli Ospedali Riuniti di Ancona per divulgazione di segreto d'ufficio. Nel mirino della Guardia di finanza presunte irregolarità durante lo svolgimento di un concorso pubblico, indetto dall'Azienda Ospedaliera, per un posto a tempo determinato per sei mesi, riservato a uno specialista nella cura delle anomalie del linguaggio e dell'articolazione della parola. Le indagini, durate un anno, hanno consentito di acquisire gravi indizi nei confronti del presidente della commissione d'esame, che svolge le funzioni di primario di un reparto dell'ospedale di Ancona, e di un medico di 34 anni, impegnato nello stesso reparto. I due avrebbero favorito la fidanzata di quest'ultimo, una 27enne, facendole conoscere in anticipo gli argomenti d'esame e le risposte esatte. Tanto che la giovane è stata l'unica su 40 candidati a conseguire l'idoneità al test, composto da 30 domande a risposta multipla, ottenendo il massimo punteggio. Secondo gli inquirenti la prova scritta sarebbe stata volutamente resa molto complessa, in maniera tale che solo chi fosse già in possesso delle risposte avrebbe potuto superarla. Le analisi tecniche sui dispositivi degli indagati hanno permesso tra l'altro di accertare che le domande della prova d'esame, con relative risposte esatte, erano state materialmente predisposte sul proprio pc personale dal medico 34enne, estraneo alla commissione giudicatrice. Le domande sarebbero state poi consegnate in una chiavetta Usb al presidente di commissione, che senza la dovuta pre-condivisione con gli altri due colleghi giudicanti (entrambi logopedisti dello stesso ospedale) avrebbe deciso di somministrare i quesiti ai candidati il giorno stesso dell'esame. Agli atti dichiarazioni di persone informate sui fatti e dei dirigenti dell'azienda ospedaliera. Dichiarazioni che secondo l'accusa hanno dato conferma delle modalità anomale con cui è stato svolto l'iter di selezione. I due sanitari erano stati denunciati a piede libero per avere, in concorso tra loro, divulgato segreti d'ufficio connessi alla prova concorsuale indetta dall'azienda ospedaliera.

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