Il Comune ora chiede 350mila euro di danni a Bonci e gli imprenditori

Martedì 23 Febbraio 2021 di Federica Serfilippi
Il Comune ora chiede 350mila euro di danni a Bonci e gli imprenditori

ANCONA  - Un risarcimento danni di 350mila euro. È questa la cifra richiesta dal Comune di Ancona nei confronti dell’ormai ex dipendente Simone Bonci e degli imprenditori edili finiti al centro dell’inchiesta per corruzione che un anno e mezzo fa aveva fatto tremare i corridoi di palazzo del popolo.

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L’amministrazione Mancinelli si è costituita ieri mattina parte civile con l’avvocato Marina Magistrelli nel corso dell’udienza preliminare che si è tenuta davanti al gup Francesca De Palma per Bonci e cinque imprenditori: Tarcisio Molini, Marco Duca, Francesco Tittarelli, Carlo Palumbi e Moreno Ficola. Per tutti l’accusa è concorso in corruzione aggravata. Nella cifra richiesta dal Comune rientrano danni patrimoniali e non. In due hanno depositato l’istanza di patteggiamento: Duca (residente a Cupramontana e all’epoca dei fatti titolare della Duca Marco & C.) e l’abruzzese Palumbi, socio e amministratore di fatto della Procaccia & C., ditta vincitrice del mega appalto per il restyling dei laghetti del Passetto. 


Entrambi, che hanno già versato una parte del risarcimento al Comune, avrebbero concordato con il sostituto procuratore Ruggiero Dicuonzo e con il procuratore aggiunto Valentina D’Agostino un patteggiamento di poco inferiore ai due anni, pena sospesa. Ancora incerto, invece, il destinato del geometra Bonci, rappresentato dagli avvocati Lorenza Marasca a Riccardo Leonardi. La difesa chiederà un rito alternativo. Gli altri indagati dovrebbero procedere, se si dovesse arrivare al giudizio, con il dibattimento. Per la discussione e decidere sul tenore dei patteggiamenti, il giudice ha rinviato l’udienza al 22 aprile. Ieri, erano presenti solo Molini, difeso dall’avvocato Tommaso Rossi, e amministratore di fatto della Mafalda Costruzioni di Cingoli, e Palumbi, assistito dai legali Gennaro Lettieri e Domenico Di Sabatino.

Nel novembre 2019, al culmine delle indagini della Squadra Mobile e della Polizia locale, Bonci e gli imprenditori (tutti tranne Ficola, entrato in un secondo momento nell’inchiesta) erano finiti in arresto: il geometra, impiegato alla Direzione manutenzioni, frana e protezione civile, era stato portato in carcere, gli altri ai domiciliari. Tutti, nel frattempo, sono tornati liberi. Per quanto riguarda il quadro accusatorio, la procura contesta al geometra di aver creato un giro (il «sistemino Bonci» per dirla con le parole del sindaco Mancinelli) di “do ut des”, tra lavori affidati e regalie ricevute. Opere, secondo i riscontri investigativi, non realizzate o parzialmente eseguite o comunque liquidate per importi notevolmente superiori al valore reale. Stando alla procura, in cambio del rifacimento del bagno di casa (circa 30mila euro) e dell’elargizione di 3mila euro, Bonci aveva affidato a Molini lavori per 83.598 euro relativi alla manutenzione dei cimiteri comunali di Candia, Pietralacroce e Tavernelle; Tittarelli (socio accomandatario della Tittarelli Francesco & C. di Ancona, difesa Ennio Tomassoni) avrebbe elargito 3mila euro al geometra a fronte dell’affidamento di lavori in zona Passetto. 


Palumbi avrebbe recuperato il ribasso d’asta del restyling dei laghetti con l’assegnazione di ulteriori lavori sia al Passetto che al cimitero di Tavernelle, in cambio di mazzette per 8mila euro. A Duca (difesa Antonella Scortichini e Nicola Pandolfi) Bonci avrebbe facilitato l’affidamento di lavori al Passetto e per la manutenzione del cimitero del Pinocchio, a fronte di regali hi-tech. Per quanto riguarda Ficola di Porto Recanati, socio della ditta di costruzioni M.D.F., secondo la procura avrebbe allungato a Bonci 3mila euro in cambio dell’affidamento di lavori, parzialmente eseguiti, liquidati con 6mila euro.