Ancona, compagne infettate: l'untore
dell'Hiv rischia anche il carcere a vita

Compagne infettate:
l'untore dell'Hiv rischia
anche il carcere a vita
di Lorenzo Sconocchini
ANCONA - Già dal gennaio del 2009 Claudio Pinti sapeva di aver contratto il virus dell’Hiv, eppure continuava ad avere rapporti sessuali non protetti come nulla fosse, contagiando le sue partner. Quanto basta per meritarsi un’imputazione di omicidio volontario che può costare a Claudio Pinti una condanna all’ergastolo, proprio per aver commesso il reato ai danni di una persona «con cui aveva una relazione sentimentale». Aggravante equiparata a quella di un uxoricidio, che pur non essendo menzionata nel capo d’imputazione è senz’altro implicita nella descrizione dei fatti contestati dal pm Marco Pucilli.
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Giovedì 22 Novembre 2018, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 06:50