Ragazzini storditi dall’alcol
ogni mese in tre all’ospedale

Ragazzini storditi dall’alcol
ogni mese in tre all’ospedale
Esagerano anche gli anziani
ANCONA - Passano le epoche, ma il must del sabato sera per molti ragazzini resta lo stesso: sballarsi di alcol, a costo di perdere i sensi. Capita in media a tre minorenni al mese di dover ricorrere alle cure dei medici per smaltire gli effetti di sbornie da paura. Sono allarmanti i numeri che arrivano dal Pronto Soccorso di Torrette, dove nel 2017 sono stati assistiti 34 giovanissimi, tra i 14 e i 17 anni, con i classici sintomi da intossicazione acuta da alcol. Abusi etilici veri e propri, in una decina di casi talmente gravi da indurre il coma. Tutti i pazienti per fortuna si sono ripresi. Ma il dato conferma la serietà del fenomeno, più diffuso di quanto si pensi: il 6% di chi si presenta a Torrette in stato di ebbrezza, infatti, non ha ancora raggiunto la maggiore età.

Ed è vero che la maggior parte delle 570 persone soccorse, di cui 198 in sopore grave o in coma, ha superato i 50 anni, con alcuni casi-limite di ultranovantenni stesi da qualche bicchiere di troppo. Tuttavia, è crescente la quota dei baby-alcolizzati, così come è in aumento la componente femminile. Nella notte di Capodanno, ad esempio, 5 ragazzine sono arrivate a Torrette in condizioni critiche: una 15enne e una 16enne dalla festa al palas di Fabriano, una 17enne di Chiaravalle, una 17enne che si è sbronzata in un ristorante di Ostra e, caso più inquietante, una ragazzina di 14 anni che a Numana è svenuta in casa dopo aver brindato all’anno nuovo. 

Continua ad abbassarsi l’età media in cui si appoggiano per la prima volta le labbra al bicchiere, fino a 11 anni, dicono gli esperti. Tant’è che al Salesi è in costante aumento il numero di adolescenti che rischiano la vita per una sbornia: un ragazzino di 13 anni, una di 12 e un’altra di 13 nell’ultimo anno sono stati salvati dal coma etilico. A Torrette, i pazienti soccorsi in stato d’ebbrezza costituiscono una quota sempre più rilevante nel quadro delle patologie assistite. Anche questo spiega l’incremento, vicino al 5%, di accessi al pronto soccorso. «Nel 2017 sono stati visitati 56.877 pazienti, mentre nel 2016 le visite erano state 54.293 - spiega Aldo Salvi, primario del reparto di Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza -. L’incremento del 4,75% è stato nettamente maggiore per i codici critici», in particolare il rosso (+26%) e il giallo (+14%) con un picco a novembre, mese in cui si sono registrati 5269 accessi, seguito da luglio (5117) e agosto (5053).

Nel 2017 il pronto soccorso ha assistito in media 156 pazienti al giorno. «Il 16% è stato ricoverato d’urgenza, 2294 sono stati trattenuti in osservazioni e di questi il 28% è stato ricoverato, gli altri sono stati dimessi dopo una permanenza media di 26 ore», aggiunge il dottor Salvi che sottolinea come l’età media della popolazione assistita sia aumentata da 51 a quasi 53 anni «con gli over 70 che sono aumentati del 10,8% rispetto al 2016 e hanno avuto più frequentemente codici critici e necessità di ricovero»
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Venerdì 12 Gennaio 2018, 05:55 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2018 05:55

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