Il Paolinelli non basta più, si cerca un nuovo hub per i vaccini. Le ipotesi: ex Carrefour o Archivio di Stato

Lunghe code per il vaccino al Paolinelli
Lunghe code per il vaccino al Paolinelli
di Stefano Rispoli
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Sabato 20 Novembre 2021, 11:14

ANCONA - Cercasi nuovo hub per la profilassi anti-Covid. Il Paolinelli non basta più per soddisfare la richiesta di vaccinazione di tutti gli anconetani che si preparano alla terza dose, disponibilr da lunedì anche dagli over 40. L’Asur è alla ricerca di una struttura «più idonea, di facile accessibilità e con un parcheggio adeguato, in grado di accogliere le persone anche in condizioni meteo avverse e assicurando il giusto distanziamento», spiega il dottor Giovanni Guidi, direttore dell’Area Vasta 2. 

 
La logica porterebbe a pensare ai palas, se non fosse che sono tutti impegnati. Sport, concerti e concorsi occupano in pianta stabile il PalaRossini, che era stato utilizzato l’estate scorsa ma che non verrà preso in considerazione per la nuova campagna vaccinale di massa. Off limits pure il Palaindoor, tempio dell’atletica, già trasformato nel dicembre 2020 in hotspot provvisorio per la profilassi. E allora si virerà su altre soluzioni. Il casting è appena agli albori, le ipotesi al vaglio sono diverse: una fa capo allo stabilimento ex Carrefour, tra la Baraccola e l’Aspio, chiuso da marzo. Ma un sopralluogo è stato fatto dall’Asur anche nella sede dell’Archivio di Stato, alle Palombare, dove l’anno scorso il Comune aveva pensato di trasferire alcune classi della scuola del Pinocchio, poi ospitate alla Falcone di piazza Salvo d’Acquisto. G

li spazi interni non mancano, c’è anche un ascensore che agevolerebbe l’accesso di anziani, disabili e persone con difficoltà motoria, ma la valutazione è sospesa, in attesa di esaminare altre location più comode. Il Comune, dal canto suo, ha confermato l’eventuale disponibilità del centro sportivo Paolinelli, alla Baraccola, anche da gennaio in poi, con il supporto di altre strutture al chiuso che potrebbero essere sfruttate in un’ottica di delocalizzazione, come la sede del Filo d’Argento in via Ascoli Piceno (dove due settimane fa è stata organizzata una mini-campagna di vaccinazione) o i circoli, dal Belvedere di Posatora al Gabbiano di Collemarino, fino al centro ricreativo L’Incontro di Torrette. Ma tutto ruota attorno all’individuazione dell’hub principale, che non sarà più il Paolinelli, in previsione di un consistente aumento del numero di persone da vaccinare. 


Anche ieri sono è stata superata quota 600 iniezioni in 5 ore nella tensostruttura di via Schiavoni dove, nonostante lo sforzo encomiabile del personale sanitario e dei volontari della Protezione civile, i disagi si ripropongono quotidianamente, tra lunghe file - ieri alle 14 arrivavano fino alla strada - e anziani costretti ad attendere fino a 40 minuti all’aperto e al freddo, anche per colpa della commistione tra prenotati e non prenotati (questi ultimi in media sono 150 al giorno) e di fastidiosi disservizi.

«Un mese fa avevo fissato l’appuntamento per giovedì alle 18, ma quando sono arrivata la struttura era chiusa, così mi sono ripresentata oggi (ieri, ndr) senza appuntamento», racconta una signora. Un disguido segnalato da più persone, legato al fatto che non sempre il sistema di prenotazione è in linea con l’orario part-time del Paolinelli. Il problema potrebbe essere risolto dalla prossima settimana quando, in vista delle terze dosi estese agli over 40, si dovrebbe tornare all’orario full-time: non a caso il direttore Guidi ha appena firmato l’assunzione di 3 medici aggiuntivi. Ieri ce n’erano 9 (specializzandi inclusi) nell’hub di via Schiavoni. E si corre anche al centro vaccini dell’ospedale di Torrette: ieri sono state somministrate 390 iniezioni tra prime (20), seconde (22) e terze dosi (348), ma solo su prenotazione obbligatoria. 

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