Cacciati dal porto, si sono spostati in centro: i clochard somali sgomberati da via Curtatone. «Ma adesso dove andiamo?»

Domenica 8 Maggio 2022 di Stefano Rispoli
L'intervento dell'assessore Foresi e dei vigili per sgomberare i clochard da via Montebello

ANCONA - «Ma adesso dove andiamo?» chiedono Goulet e Abdi ai vigili che li esortano a raccogliere armi e bagagli e andarsene da via Montebello. In un inglese stentato raccontano di essere arrivati ad Ancona chi tre, chi cinque mesi fa. «Io ho lavorato in un ristorante, dormivo lì dentro», spiega Abdi, 42 anni. Goulet, che invece ne ha una trentina, dice di voler andare a Pescara, se e quando avrà l’occasione di partire. Entrambi hanno raggiunto l’Italia dalla Somalia, dopo un lunghissimo viaggio della speranza. Sono richiedenti protezione internazionale, scappano da territori devastati da carestia e conflitti interni. «Abbiamo il permesso di soggiorno», puntualizzano, mentre esibiscono il documento. 

 


«Prima stavamo al porto, poi è arrivata la polizia che ci ha mandato via. E allora siamo venuti qua», raccontano. Con loro, altri cinque connazionali. Hanno portato tutti i loro pochi averi: coperte, vestiti, materassi. Hanno trasformato il porticato di via Curtatone in un ostello della disperazione. Ieri per loro è arrivato il secondo sgombero. Che non risolverà il problema, se non per qualche giorno. «Appena ho ricevuto la segnalazione dai miei portavoce della zona sono intervenuto insieme al vice comandante della polizia locale Luca Martelli - spiega l’assessore Stefano Foresi -. Abbiamo parlato con questi ragazzi somali, abbiamo spiegato loro la situazione, abbiamo constatato che quasi tutti avevano i documenti in regola, quindi ci siamo attivati con i servizi sociali. Per cinque di loro, quelli che sono in possesso del permesso di soggiorno, abbiamo trovato subito una sistemazione: saranno ospitati dall’associazione Un Tetto per Tutti all’albergo Cantiani di via Lotto». 


Foresi ha interessato anche AnconAmbiente per una bonifica del porticato tra via Curtatone e via Montebello e per la rimozione dei bivacchi. 


Ma i residenti, che da anni segnalano la presenza di ospiti indesiderati sotto le loro abitazioni, ora chiedono che il porticato stesso, su cui insiste una servitù pubblica di passaggio e su cui si affacciano gli ex uffici del Cepu, venga chiuso, anche a costo di dover allungare la strada per ritornare a casa. «Stiamo valutando se ci sono le condizioni per sbarrare l’accesso con un’apposita ordinanza - replica l’assessore alla Sicurezza -, ma non è così semplice perché questo passaggio è molto comodo per tante persone e servirebbero cancelli larghi cinque metri». 

 

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