Mura pericolanti e lapidi in frantumi, il tour dei cimiteri horror dove anche pregare è vietato

Il cimitero di Candia
Il cimitero di Candia
di Claudio Comirato
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Lunedì 8 Febbraio 2021, 10:11

ANCONA - Mura pericolanti che rischiano di venire giù da un momento all’altro, colombai inclinati su se stessi, lapidi rotte e come se non bastasse alcune zone interdette al pubblico dove è impossibile portare un fiore ai propri cari. Chi pensava che il degrado e l’abbandono fossero una prerogativa unica del cimitero delle Tavernelle, dovrà ricredersi.

 

Basta fare un giro nei cimiteri delle frazioni per rendersi conto che il comune di Ancona da anni non investe sulle manutenzioni. La situazione è dir poco allarmante un po’ come a Pietralacroce, dove buona parte delle mura perimetrali rischia di crollare da un momento all’altro, al punto tale che il colombaio Paoloni confinante con le stesse mura è stato svuotato proprio per il pericolo che venga giù tutto.


Un cimitero dove non mancano le lapidi rotte, così come la pavimentazione che in alcuni punti è ricoperta da uno strato di muschio. Problemi anche a Varano dove il colombaio numero 6 si sta accartocciando su se stesso portandosi dietro il marciapiede e alcune lapidi. Il problema è talmente evidente che nella struttura in cemento ci sono delle fenditure larghe quanto il palmo di una mano, con i marciapiedi che assomigliano a delle montagne russe. Anche a Varano si registrano problemi alle mura perimetrali che si stanno portando dietro una serie di tombe private. Un copia-incolla della situazione al cimitero di Candia, dove il Comune ha dovuto posizionare un supporto in legno lungo diversi metri che occupa parte della strada per evitare il crollo delle mura perimetrali con annesse tombe. In mezzo a tutto questo degrado c’è spazio anche per la telenovela del dolore che da 4 anni a questa parte va avanti al cimitero di Gallignano dove il Comune non riesce a completare la costruzione di un nuovo colombaio per un importo di 60mila euro: la ditta ha bloccato i lavori per una questione di costi. Cantiere che peraltro è finito nell’inchiesta Ghost Jobs sui presunti appalti irregolari n Comune. Gli abitanti di Gallignano da anni attendono di riportare a casa i propri cari sepolti altrove. 


Ma c’è anche chi al cimitero non può andare in quanto l’area per motivi di sicurezza è interdetta al pubblico per una serie di crolli dal soffitto. Il riferimento è al Pinocchio. Il Comune di Ancona nei prossimi tre anni ha messo a disposizione una cifra di 900mila euro sia per le manutenzioni sia per le nuove costruzioni. Conti alla mano stiamo parlando di 300mila euro all’anno che suddivisi per i 13 cimiteri di Ancona fanno una cifra che supera di poco i 20mila euro.

Soldi che ovviamente non possono bastare per venire a capo di questa situazione, anche perché per anni nei vari cimiteri del capoluogo la manutenzione è stata scarsa, così come è finito nel dimenticatoio un progetto risalente ai tempi della giunta Sturani circa la realizzazione di un forno crematorio da realizzare nella zona di Tavernelle. Un progetto per quegli anni innovativo, ma chi lo aveva commissionato a suo tempo aveva avuto il giusto intuito: basti pensare ai tanti defunti che vengono cremati in altre regioni, dopo una attesa di qualche settimana. 

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