Le categorie restano prudenti: «Zona gialla? Evviva. Però manteniamola almeno fino ai saldi»

Sabato 9 Gennaio 2021 di Andrea Maccarone
Le categorie restano prudenti: «Zona gialla? Evviva. Però manteniamola almeno fino ai saldi»

ANCONA  - Torna la zona gialla. Si allenta la pressione sul commercio in vista dei saldi. Dall’11 gennaio arriva la boccata d’ossigeno tanto attesa per le imprese. Ma il fiato resta corto. Infatti dietro l’angolo incombe il nuovo Dpcm che dovrebbe intervenire già il 15 gennaio, proprio in corrispondenza dell’avvio dei saldi. E la situazione potrebbe ribaltarsi di nuovo. L’indice Rt del contagio è sotto il livello di guardia. Di poco, ma comunque consente il ritorno in fascia gialla per almeno cinque giorni. 

 


Tanto basta a far tirare un sospiro alle imprese. Una ventata d’aria fresca che vale oro. «Una notizia indubbiamente positiva – commenta Marco Pierpaoli, segretario generale Confartigianato Ancona, Pesaro Urbino – la prossima settimana sarà decisiva per l’avvio dei saldi e la speranza è di mantenere il nostro posizionamento in zona gialla. Ci preme sottolineare che le micro e piccole imprese sono dotate di tutti i sistemi di tutela della salute, pertanto non possono essere considerate veicolo di contagio». 
La ripartenza
«Per fortuna si allenta la morsa su ristoranti e bar – prosegue Massimiliano Polacco, direttore Confcommercio Marche Centrali – ma continuiamo a chiedere che queste attività debbano tornare al 100% dell’operatività con l’apertura anche in orario serale. Ci auguriamo che la prossima settimana sia decisiva sul fronte della ripartenza e che si possa iniziare ad intravedere la luce in fondo al tunnel. Ma determinante sarà il proseguo della campagna vaccinale. Settantamila vaccini al giorno, come ci prospettano, non è un obiettivo soddisfacente. Bisogna fare di più». Fondamentale per una ripresa costante del settore è garantire la continuità. «Bene la zona gialla – dice Giancarlo Gioacchini, referente Confesercenti per Ancona – ma la speranza è che duri il più a lungo possibile». Le continue frenate e accelerate non consentono agli imprenditori di poter pianificare una programmazione a lunga gittata. «Non c’è sicurezza rispetto a ciò che accadrà domani – prosegue Gioacchini – si va avanti alla giornata senza un minimo di programmazione». È questo il tasto dolente del commercio, costretto ancora a navigare a vista nel mare dell’incertezza. «Il tema centrale è creare le condizioni adeguate per un contesto favorevole al fare impresa – specifica Pierpaoli – è assolutamente necessaria una pianificazione per consentire alle attività produttive di poter lavorare». Tanto più che l’intricato labirinto di norme e restrizioni ha contribuito a generare disparità e diseguaglianze tra le stesse attività. «Non possiamo assistere ancora a trattamenti diversi tra chi fa parte di gallerie e centri commerciali, e chi no – incalza Polacco – è stata incentivata una guerra tra piccole imprese dello stesso settore. Una situazione davvero inaccettabile». Intanto gli occhi restano puntati sulla prima sfida del commercio in questo avvio di anno: i saldi. «Saranno tre settimane importanti – continua Polacco – è fondamentale che non ci siano cambi di colorazione durante questo periodo».

 

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