Vacanze fake, truffati i neo sposi: punita l’agente di viaggio di Castelfidardo infedele

Vacanze fake, truffati i neo sposi: punita l agente di viaggio infedele
Vacanze fake, truffati i neo sposi: punita l’agente di viaggio infedele
di Federica Serfilippi
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Mercoledì 29 Novembre 2023, 02:45 - Ultimo aggiornamento: 15:28

ANCONA Avrebbe venduto vacanze fake agli ignari clienti. Alcuni, dopo aver saldato tutto il viaggio, si erano ritrovati dall’altra parte del mondo senza albergo. Altri senza biglietti aerei per tornare a casa. Qualcun altro non era riuscito neppure a partire. Sono in contorni della maxi truffa che la procura ha contestato all’ex titolare di una agenzia di viaggi di Castelfidardo. Ieri mattina il giudice Carlo Cimini ha condannato la donna a scontare due anni e mezzo di reclusione. Per alcuni capi d’accusa è arrivata l’assoluzione: mancava la querela delle vittime. Per altri è stata riconosciuta la responsabilità della donna, una 36enne anconetana che nel frattempo si sarebbe trasferita in Kenya

 
Il risarcimento


Dovrà dare una provvisionale di 8mila euro a una coppia di sposi, assistiti dall’avvocato Arnaldo Ippoliti.

Nel 2018 erano partiti per il viaggio di nozze in Thailandia del costo complessivo di 4mila euro. Dopo i primi tre giorni passati nel resort, la loro vacanza era praticamente già finita: non erano state prenotate le ulteriori notti. Avevano così dovuto tirare fuori loro i soldi per il pernottamento e rientrare in Italia. Dal sogno del viaggio di nozze all’incubo a occhi aperti. 


Le vittime


Di beffati ne sono stati conteggiati una ventina tra febbraio e agosto del 2018. Stando ai riscontri investigativi dei carabinieri, sarebbero andati persi, in totale, almeno 40mila euro. Durante la scorsa udienza, in sei avevano sfilato in aula per raccontare le loro disavventure. Si erano affidati a quella agenzia di viaggi perché avevano fiducia nella 36enne o perché avevano ricevuti buoni feedback. In sostanza, stando a quanto emerso in aula, l’imputata faceva credere ai clienti di aver prenotato correttamente i soggiorni, sia all’Italia che all’esterno, i voli e le attività collaterali, predisponendo a volte anche falsa documentazione. In realtà, poi, i clienti si ritrovavano con soggiorni prenotati a metà o non prenotati affatto. 


Dei sei ascoltati nella penultima udienza, solo un cliente era riuscito a partire: era stato prenotato l’aereo ma non l’albergo per la Sardegna. Una coppia sognava il Kenya: i soldi erano stati versati, ma il soggiorno non era stato prenotato. La coppia di sposini era effettivamente partita per un tour tra le mete esotiche del Pacifico, ma a metà viaggio aveva scoperto che le altre destinazioni non erano state saldate. La 36enne è stata difesa dall’avvocato Fabrizio Menghini e ha sempre respinto ogni accusa. L’agenzia aveva chiuso dopo i primi sospetti dei clienti. Era l’estate del 2018. 

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