Rissa a Montacuto, ferito un agente. La polizia penitenziaria in agitazione: «Situazione sempre più grave»

Mercoledì 29 Settembre 2021 di Stefano Rispoli
Il carcere di Montacuto

ANCONA - Aggressioni, risse, episodi di autolesionismo. Cresce a dismisura la tensione all’interno del carcere di Montacuto, dove domenica è scoppiata l’ennesima zuffa tra detenuti e lunedì ne è esplosa un’altra, nella quale è rimasto ferito un agente della polizia penitenziaria, costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso per un colpo ricevuto al ginocchio.

 
Il tutto a distanza di pochi giorni dal mercoledì nero (22 settembre) in cui sono stati soccorsi sei detenuti protagonisti di risse, danneggiamenti, gesti dimostrativi di autolesionismo o tentativi di suicidio. «Si tratta per lo più di ristretti con problemi psichiatrici che non vengono ancora trasferiti o per i quali non si prende in considerazione l’assistenza in strutture idonee - spiega Francesco Patruno, coordinatore regionale della polizia penitenziaria Fp Cgil Marche -. Purtroppo c’è scarsa attenzione da parte dell’amministrazione centrale della Penitenziaria nei riguardi della polizia penitenziaria e degli operatori che sono carichi di lavoro e arrivano a coprire turni massacranti fino a 12-13 ore per via della carenza d’organico. A Montacuto, in particolare, viviamo una situazione gravissima, inimmaginabile». A questo proposito, oggi le sigle sindacali saranno ricevute in Regione dal presidente del Consiglio regionale, Dino Latini, per affrontare i problemi nelle carceri marchigiane. 
«Gli episodi di tensione crescente tra detenuti sono all’ordine del giorno: il sistema è tutto da rifondare e Montacuto non sfugge a questa regole», sostiene Nicandro Silvestri, segretario regionale del Sappe che proprio ieri, «alla luce dei fatti di questi giorni e considerata la situazione fallimentare nella gestione delle carceri» ha deciso «di interrompere tutte le trattative nazionali, regionali e locali. Il momento è pesante. La Ministra ci deve delle risposte in merito al ruolo e alle funzioni della polizia penitenziaria». Tutte le organizzazioni sindacali, incluso il Sappe, hanno indetto per il 12 ottobre una manifestazione nazionale. «Basta improvvisazioni e dilettantismo, riprendiamoci la piazza è saremo vincenti», sottolinea il Sindacato autonomo della polizia penitenziaria. 

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