I resti di Porta Cavour non fermeranno i lavori del restyling pedonale. ​La Soprintendenza: «Valorizzeremo questa scoperta»

Giovedì 17 Marzo 2022 di Stefano Rispoli
Il sopralluogo nel cantiere dove sono spuntati i resti dell'antica Porta Cavour

ANCONA - Il valore archeologico è indiscutibile: è la traccia concreta della cinta muraria che in epoca post-unitaria delimitava la città. Ora si tratta di individuare la soluzione migliore per garantire una forma di leggibilità dei reperti a beneficio del pubblico, tutelandone la conservazione e assicurando, al tempo stesso, la continuità dei lavori per la riqualificazione del percorso pedonale, che non si sono fermati se non per uno sciopero degli operai della ditta vincitrice dell’appalto.

 

Dal sopralluogo di ieri pomeriggio con la Soprintendenza e i tecnici del Comune è emersa la ferma volontà di valorizzare i resti di Porta Cavour - antico varco d’accesso alla città incastonato nelle mura ottocentesche erette dopo l’Unità d’Italia e demolite tra il 1923 e il 1925 per consentire l’espansione verso il quartiere Adriatico - venuti alla luce nei giorni scorsi durante gli scavi per il restyling del percorso pedonale che da piazza Cavour porta al viale della Vittoria. 
«Dal punto di vista archeologico siamo certi che si tratta di uno dei due fornici di Porta Cavour - spiega Maria Raffaella Ciuccarelli, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche -. È riemerso il basamento del muro della porta: non siamo nelle fondazioni, ma nell’alzato perché ci sono tracce di intonaco e pittura muraria». Il prossimo step prevede l’esecuzione di saggi in corrispondenza di uno degli angoli intonacati per scendere fino alle fondazioni della porta e capire a che profondità si trovano. «Un altro saggio lo faremo nella parte antistante, in modo da individuare il piano di calpestio dell’epoca che ancora non si vede perché siamo sullo strato di macerie della porta che, dopo la demolizione, furono compattate per livellare il terreno - spiega l’archeologa -. Si tratta di saggi rapidi, che richiederanno un paio di giorni: nel frattempo, il cantiere potrà proseguire con la pavimentazione sull’altro lato libero». La road map progettuale è già tracciata: si studieranno le planimetrie dell’epoca e verrà fatto un rilievo grafico da sovrapporre al progetto in corso che subirà lievi modifiche. «Non ci sono problemi di interferenze tra il progetto e le quote delle murature - sottolinea la dottoressa Ciuccarelli -. Abbiamo deciso di prenderci un paio di giorni per valutare con il Comune come consentire alla cittadinanza, che si sta dimostrando molto interessata, la fruizione dei reperti, partendo dal presupposto che l’esigenza primaria è la buona conservazione dell’opera». 
Per questo si può già escludere che venga ingabbiata in un pavimento vetrato «perché creerebbe grossi problemi di conservazione a lungo termine per la condensa e la proliferazione di erbacce e muffe». Piuttosto, si stanno valutando altre opzioni in grado di valorizzare opportunamente dei reperti che, sottolinea la funzionaria della Soprintendenza, «ci consentono di riscoprire la nostra storia più recente: sono la traccia concreta di una cinta muraria di cui conoscevamo tutti l’esistenza fino agli anni Venti del secolo scorso, ma che era sparita. Ora bisognerà fare una piccola modifica al progetto, ma questo non comporterà uno stop né un rallentamento dei lavori». 

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