Blitz nei negozi, rapine e violenza. Centro blindato contro i bad boys. Identificati i capi delle bande giovanili

Domenica 5 Settembre 2021 di Stefano Rispoli
Blitz nei negozi, rapine e violenza. Centro blindato contro i bad boys. Identificati i capi delle bande giovanili

ANCONA Presto vedremo se hanno ragione loro o la legge. «Non potete farci niente, siamo minorenni», ripetono come dischi rotti i bad boys che da giorni tengono sotto scacco il centro, tra episodi di teppismo, aggressioni e raid nei negozi. I “cattivi ragazzi” sono stati quasi tutti identificati, così come i loro sodali, grazie alle immagini riprese dalle telecamere e ai servizi mirati svolti da carabinieri e polizia. Uno è già stato denunciato: è il quattordicenne, figlio di immigrati africani, che una settimana fa ha sferrato un pugno in faccia ad una ragazza di 16 anni, urlandole insulti omofobi, solo perché passeggiava con un’amica che reggeva una borsetta con i colori dell’arcobaleno, simbolo del movimento Lgbt. 

 


L’identikit 
Lo stesso 14enne, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, fa parte di una banda di ragazzini che arrivano dalla provincia e quasi tutti i pomeriggi si divertono a seminare danni e paura in centro, durante lo struscio. Sembrano fatti con lo stampo: t-shirt sportive o casacche da calcio, jeans strappati, cappellini con visiera al contrario, catenone sul collo, in bella vista, brillantino all’orecchio e, ai piedi, sneakers all’ultima moda. S’atteggiano con fare insolente, rispondono in modo arrogante. Si muovono sempre in gruppo. Perché dal branco traggono la loro forza. Uno degli hobby preferiti è creare scompiglio nei negozi: entrano, buttano tutto all’aria, calpestano i vestiti, rivolgono insulti, bestemmie e minacce alle commesse che li rimproverano anche solo perché non indossano la mascherina. In qualche caso hanno perfino fatto pipì nei camerini. E poi scappano prima che la sicurezza possa acciuffarli. Rispetto zero, insomma. Ma a zero sta anche la tolleranza delle forze dell’ordine. Nell’ultima settimana sono stati rafforzati i controlli in centro. Le indagini proseguono serrate e ora si attendono i risultati. 


La rapina 
I carabinieri, in particolare, hanno presidiato corso Garibaldi e l’area di piazza Cavour. Proprio qui, sotto i portici, lunedì scorso sono stati rapinati tre ragazzi di 15 anni mentre pranzavano con un kebab, seduti ai tavoli di un fast food. Due giovani poco più grandi di loro, entrambi dalla carnagione scura, si sono avvicinati per chiedere se avessero due euro da prestargli. All’inizio sembravano tranquilli, ma era solo un’impressione. Al primo “no” hanno sottratto il portafogli ad uno dei tre amici, ma era vuoto. Così si sono accaniti sul secondo: uno l’ha immobilizzato con un braccio attorno al collo, l’altro gli ha sfilato dalle mani i soldi, una ventina di euro. Pretendeva anche di prendersi la sua felpa, ma l’intervento del titolare del Kebab li ha messi in fuga. La polizia poco dopo ha rintracciato la coppia di presunti rapinatori, minorenni: le indagini sono in fase di sviluppo. Resta da verificare se ci sia un collegamento tra la rapina choc e gli altri episodi di teppismo avvenuti a cadenza quasi quotidiana in pieno centro. L’idea è che la città sia ostaggio di più gruppi di giovani, eterogenei e a geometria variabile, dai 14 ai 17 anni, composti da anconetani ma soprattutto “nuovi italiani”, acquisiti o di seconda generazione, che non sanno come ammazzare il tempo se non dedicandosi a giochi pericolosi e atti di vandalismo. Un fenomeno allarmante, che ha profonde radici sociologiche e non può essere certo debellato solo con la repressione o un’intensificazione dei controlli. 

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