Ancona, botte e ustioni sul corpo: a 13 anni fa scoprire l'inferno vissuto in casa

foto di repertorio
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di Michele Rocchetti
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 04:15 - Ultimo aggiornamento: 16:15

ANCONA- A dare l’allarme, attirando l’attenzione dei vicini, era stata la figlia maggiore, una ragazzina di 13 anni: nel corso di una discussione il padre aveva sbattuto violentemente a terra il fratellino di pochi mesi e minacciava di dare fuoco alla casa. Così poco dopo, al pronto soccorso dell’Ospedale di Torrette, si sono trovati davanti un intero nucleo familiare: l’adolescente, il neonato, gli altri due fratelli, la madre e la zia. Tutti erano già stati oggetto di violenze da parte dell’uomo, che aveva provocato loro traumi e bruciature, ma le vittime mai avevano trovato il coraggio di denunciare. Anzi, ogni volta che si recavano in ospedale accampavano una scusa, dicendo che si erano fatti male da soli.

La svolta

Quando però la figlia più grande ha visto la furia del padre scatenarsi sul fratellino in fasce ha deciso di raccontare tutto. «Dei tanti episodi di violenza domestica di cui mi sono occupata, questo è quello che mi è rimasto più impresso. Anche perché, se inizialmente abbiamo fatto fatica a trattenere queste persone in ospedale, nel momento in cui abbiamo detto loro che li avremmo portati in una nuova casa, i bambini si sono ancorati ai piedi del letto temendo che li riconducessimo dal padre». A raccontare questa storia è la dottoressa Loredana Buscemi, medico legale degli Ospedali Riuniti Ancona e direttore scientifico del X Congresso regionale sulla violenza sui minori, sulle donne e sugli anziani, organizzato dall’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e la Fiaso. Il Congresso si è tenuto ieri mattina nell’aula Montessori della facoltà di Medicina e Chirurgia e ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore, sia nel campo medico, che assistenziale, che giuridico. Tra loro Margherita Carlini, psicologa e criminologa del Centro Antiviolenza di Ancona, che ha letto ai presenti la testimonianza di una donna con la quale è entrata in contatto due anni fa. Sposatasi ancora minorenne, dopo la nascita del primo figlio, è stata sottoposta dal marito a vessazioni prima psicologiche e poi, dopo la nascita della seconda figlia, anche fisiche. «Un giorno mentre eravamo a letto si è convinto che avessi pronunciato il nome di un altro uomo e mi ha picchiata selvaggiamente, procurandomi lesioni a entrambi i timpani. Poi mi ha cacciata di casa. Ma successivamente ha iniziato a perseguitarmi, chiamandomi, seguendomi, chiedendo di vedere i figli». A un certo punto, però, lui decide di andare da uno psichiatra e lei torna da lui. Si trasferiscono e nascono altre due bambine. Ma le violenze ricominciano e quando iniziano a coinvolgere anche i figli la donna decide di dire definitivamente basta.

I dati

Tornando all’attività degli Ospedali Riuniti, sono stati 4 i casi di violenza sessuale e 74 quelli di maltrattamento rilevati su donne maggiorenni nel 2022. Per quanto invece riguarda i minori, è stato registrato un caso di maltrattamento, uno di bullismo e 5 di abusi. «Qui i protocolli per l’assistenza delle donne e dei minori vittime di violenza sono ormai consolidati – dichiara il direttore generale degli Ospedali Riuniti, Michele Caporossi -. Ciò su cui adesso dobbiamo andare a lavorare è il fronte degli anziani, di cui si parla poco, ma che subiscono violenze a non finire».

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