Bomba-Day, accesso vietato da nord
Percorsi alternativi, fermi treni e Tir

Giovedì 8 Novembre 2018
ANCONA Ancora due mesi e mezzo di attesa per i residenti, chiamati a convivere con una bomba a distanza ravvicinata da casa. Settantaquattro giorni di preparativi per la Prefettura e gli enti chiamati a coordinare l’attività di rimozione dell’ordigno bellico della seconda guerra mondiale rinvenuto il 17 ottobre scorso nel cantiere dell’area “scambietti”, lungo i binari accanto a via Marconi. Dodicimila anconetani saranno costretti ad abbandonare le proprie abitazioni per il Bomba-Day di domenica 20 gennaio, dall’alba al tramonto, per un massimo di 10 ore. Alle ore 7 comincerà la fase dell’evacuazione, alle 9 dovrebbero iniziare a operare gli artificieri, con l’obiettivo di finire il lavoro al massimo per le ore 17.

 

Verrà isolata un’area di 2,1 km quadrati compresa nel raggio di 800 metri dal ritrovamento dell’ordigno da 250 libbre (circa 112 chili) sganciato da un aereo inglese durante il bombardamento di Ancona del ‘43. Nella zona rossa rientrano stazione e parte del porto: sarà dunque inevitabile una rivoluzione della viabilità, con i trasporti a rischio caos, benché le operazioni avverranno di domenica. Il piano di sicurezza, definito dalla Prefettura insieme al Genio militare e alla Protezione civile, è stato discusso ieri in giunta per quanto riguarda gli aspetti relativi proprio alla viabilità. Verrà illustrato dal Comune, che indicherà con precisione quali vie e civici saranno interessati dalle chiusure. 

Di sicuro la circolazione ferroviaria dovrà essere sospesa per alcune ore: dunque, nessun treno della linea Adriatica passerà per il capoluogo durante la rimozione della bomba, che al momento si trova sepolta sotto 40 metri cubi di terra e verrà fatta brillare in una cava, dopo essere stata rinchiusa per il trasporto in un sarcofago di 500 metri cubi di sabbia, legata da reti metalliche e coperta da “piscinette” anti-esplosione. Il 20 gennaio sarà una giornata critica anche per la viabilità portuale: nella zona rossa rientrano la Mole Vanvitelliana e l’area del Mandracchio, dove auto e pescherecci dovranno essere sgomberati, e andrà trovata una soluzione per gli spostamenti dei Tir. Ci saranno inevitabili ripercussioni sui collegamenti marittimi, alcuni dei quali potrebbero essere cancellati: di questo si parlerà la prossima settimana in una riunione tra il Comune, l’Autorità Portuale e la Capitaneria.

Traghetti fermi, così come i mezzi pesanti: è un rischio concreto, dal momento che via Mattei sarà off limits. Il molo Rizzo rappresenterà un’area polmone per la sosta forzata dei Tir (che comunque la domenica circolano in numero molto ridotto) proprio come è avvenuto in occasione dell’emergenza neve a febbraio. Anche la circolazione veicolare sarà inevitabilmente penalizzata. Per un giorno il capoluogo sarà inaccessibile da nord, dato che anche parte delle abitazioni lungo la Flaminia, in particolare nella zona della stazione e della Palombella, dovranno essere sgomberate. Il punto di svolta sarà l’incrocio di via Conca, con le auto che dovrebbero essere deviate verso la Variante, in direzione sud o su via delle Grotte per salire verso Posatora. Altro snodo sarà quello di piazza Ugo Bassi: l’intero anello sarà percorribile, anche per favorire il transito degli autobus, ma corso Carlo Alberto e buona parte di via Giordano Bruno verranno evacuati, dunque il traffico sarà deviato verso via della Ricostruzione (in direzione centro), via Maggini e via Grazie.

Blocco totale, invece, in tutte le strade degli Archi, in buona parte del Piano, via De Gasperi, l’inizio di via Martiri della Resistenza. Anche la galleria San Martino verrà chiusa per ragioni di sicurezza. Il piano d’evacuazione riguarderà 11.986 residenti, tra cui anziani, persone allettate, disabili: un problema da risolvere con la Protezione civile, il 118 e i Servizi sociali. Altra questione è quella dei detenuti ai domiciliari, non pochi nell’area del Piano: se ne occuperà la polizia penitenziaria. Gli evacuati saranno ospitati soprattutto nelle palestre: non al Palaindoor di via della Montagnola, che ospitò gli sfollati durante il terremoto del 2016, perché in quei giorni è programmata una gara di atletica.  © RIPRODUZIONE RISERVATA