Blitz dei carabinieri al mercatino dell’antiquariato: sequestrati reperti precolombiani. Denunciato un espositore romano

Giovedì 6 Maggio 2021 di Stefano Rispoli
Blitz dei carabinieri al mercatino dell antiquariato: sequestrati reperti precolombiani. Denunciato un espositore romano

ANCONA  - Erano esposti sulla bancarella di un mercatino dell’antiquariato, spacciati come comuni oggetti d’arredamento. E invece erano importanti reperti archeologici, risalenti al periodo precolombiano e originari del Messico. A scovarli, recuperarli e restituirli al Paese di provenienza sono stati i carabinieri del Nucleo Tpc (Tutela patrimonio culturale) di Ancona, guidati dal comandante Carmelo Grasso. 

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La scoperta risale all’agosto scorso quando, durante un’attività di controllo, l’attenzione dei militari è stata catturata dagli oggetti esposti su una bancarella nel mercatino dell’antiquariato di Porto San Giorgio. Vista la loro particolarità, i sedici reperti sono stati subito requisiti per essere sottoposti all’attenzione della Soprintendenza. Grazie alla competenza e a un attento studio dell’archeologa Paola Mazzieri, è stato possibile accertare che si trattava di importanti reperti precolombiani costituiti da frammenti di statuette votive e fusaiole in terracotta provenienti dal Messico, riconducibili al periodo classico (200-700 d.C.) e post-classico (1200-1521 d.C.) e riferibili agli stili di Teotihaucan e Mexica.

A seguito dell’investigazione, i carabinieri del Nucleo Tpc hanno preso contatti con le autorità messicane per verificare se quei reperti facessero parte del loro patrimonio. Gli esperti messicani, dopo aver analizzato le foto dei frammenti, ne hanno confermato il valore storico e la provenienza, documentati in un’analisi tecnica inviata al Comando di Ancona. Nel frattempo, l’informativa è stata trasmessa alla Procura di Fermo, competente per territorio, che ha aperto un fascicolo per ricettazione.

L’espositore romano che aveva allestito la bancarella a Porto San Giorgio con i reperti d’epoca precolombiana è stato denunciato e ora rischia un processo. I 16 frammenti sequestrati, invece, sono stati restituiti lunedì al Messico nell’ambito di una cerimonia avvenuta a Roma nell’ambasciata messicana, alla presenza del tenente Carmelo Grasso, del generale di brigata Roberto Riccardi e dell’ambasciatore Carlos Eugenio Garcia de Alba Zepeda. 

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